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natoxcorrere
24th February 2010, 20:49
Riporto questo interessante articolo tratto da Meteolive.

DA NON PERDERE: cosa bolle sotto l’Artico? Per "leggere" i cambiamenti climatici bisogna guardare anche nelle profondità oceaniche!

http://i579.photobucket.com/albums/ss235/Flavio_scolari/articofaglie.jpg http://i579.photobucket.com/albums/ss235/Flavio_scolari/artico.jpg

Quando per la prima volta ho visto le mappe geomorfologiche dei fondali oceanici, mi ha subito impressionato quel complesso sistema di cicatrici della crosta terrestre, note come dorsali medio-oceaniche. Una sorta di cuciture che tengono insieme le varie placche tettoniche e fanno somigliare la nostra terra ad una gigantesca palla da baseball.

Una di queste “cuciture”, forse la più nota, è la Dorsale Medio-Atlantica, che per oltre 25 mila km taglia in due il fondale dell’omonimo oceano. La sua propaggine più settentrionale, dopo aver attraversato l’Islanda, che della medesima dorsale ne è una sorta di gobba emersa, prosegue verso nord-est tra la Scandinavia e la Groenlandia. Corre poi ad ovest delle isole Svalbard (note anche come Spitzbergen), si proietta quindi nel Mar Glaciale Artico dove, due sue propagazioni: una meno attiva, la Lomonosov Ridge, e una più recente, la Gakkel Ridge, attraversano in parallelo il fondale, poco lontano dal Polo Nord geografico, in direzione SW-NE.

L’imponente struttura tettonica costituisce gran parte del margine, più o meno noto, tra la placca Eurasiatica e quella Nordamericana. Tale giuntura è completamente ricoperta dai ghiacci della banchisa polare, proprio dove questi raggiungono gli spessori maggiori e dove, almeno per ora, non arrivano mai a sciogliersi completamente.

L’intera Dorsale Medio-Atlantica, spaccatura tra le più attive della crosta terrestre, è costellata da una lunga serie di coni vulcanici, in gran parte sottomarini. Non mancano porzioni emerse, come già detto l’Islanda; ma anche centinaia di isole vulcaniche: dalle Azzorre a Sant’Elena, da Tristan da Cunha, alla neonata Surtsey (letteralmente – nata dalle acque – un’isola comparsa ex-novo al largo dell’Islanda nel 1963).

Come detto però, i coni vulcanici sottomarini sono numerosissimi, tra piccoli e grandi siamo nell’ordine delle migliaia. Uno di questi giace lungo la Lomonosov Ridge, a circa 1500m di profondità sotto la banchisa polare, oltre l’88° parallelo nord, ossia a poco meno di 200 km dal Polo nord; a circa 65°W, ossia ad un centinaio di km dalle coste settentrionali della Groenlandia. Tra il 21 e il 24 novembre del 1957 ha dato chiari segni di attività, con sciami sismici, movimenti della massa oceanica ed emissioni di anidride solforosa. Una stazione scientifica posta sul pack artico ha testimoniato la frattura della banchisa in più punti e la formazione temporanea di giganteschi icebergs.

Secondo studi recenti, alcuni depositi di ceneri e pomici vulcaniche, scoperti sulle coste dello Svalbard e datati seconda metà del ‘400 e prima metà del ‘700, potrebbero essere stati prodotti dall’attività eruttiva di questo vulcano, o di altri ancora poco noti o sconosciuti, comunque presenti al di sotto della banchisa polare.

Un altro paio di coni vulcanici sottomarini giacciono anch’essi a circa 200 km dal Polo Nord, ma in direzione delle Isole di Francesco Giuseppe, prossime alle coste della Siberia. Scoperti solo nel 1999, a circa 3800m di profondità, hanno già fornito chiari segni di attività. Diversi sciami sismici, sono stati registrati proprio tra il gennaio e il settembre di quell’anno.

A questo punto è lecito porsi alcuni interrogativi: cosa potrebbe succedere, se si verificasse una potente eruzione vulcanica, da questo o da altri coni vulcanici al di sotto della banchisa polare? E se si fosse già verificata in passato, quali conseguenze potrebbe aver avuto?

Grandi eruzioni in questa zona “calda” della crosta terrestre se ne verificano continuamente. Una delle ultime è quella avvenuta in Islanda tra il settembre e il novembre del 1996, quando una parte della piccola calotta glaciale che ricopre il vulcano Vatnajokull, si sciolse e si frammentò a seguito di una grande eruzione, generando una devastante colata di fango, ghiaccio e roccia che tagliò in due l’intera Islanda ed ancora oggi visibile dallo spazio. Uno degli eventi naturali più catastrofici degli ultimi decenni, per fortuna occorso in una regione completamente disabitata.

Se qualcosa del genere, o anche più potente, capitasse sotto la banchisa polare, quest’ultima o parte di essa potrebbe frammentarsi e sgretolarsi in migliaia di giganteschi icebergs che, sotto la spinta di un non meno probabile tsunami, potrebbero spingersi verso il nord-Atlantico, con conseguenze tutte da capire, soprattutto in relazione alle propaggini più settentrionali della Corrente del Golfo e della sua derivazione (la corrente di Irminger).

Che in passato sia successo qualcosa di simile, non è da escludere; ma purtroppo non è al momento possibile valutarne gli effetti, sebbene l’idea che l’intera banchisa polare possa essersi temporaneamente disgregata, non è cosa tanto incredibile, quanto vogliono far credere certi climatologi. Ricordiamo a questo proposito che la quantità di ghiaccio della banchisa polare è inferiore di oltre cinquanta volte, in volume, rispetto a quello della sola Groenlandia!

È ragionevole d’altronde ritenere che lo salute e lo stato della banchisa polare non dipendono soltanto da ciò che la sovrasta, ossia la libera atmosfera e il periodico irraggiamento solare; bensì anche da ciò che vi si nasconde nelle profondità oceaniche, al di sotto di essa. Il devastante tsunami del Natale 2003, verificatosi nell’Oceano Indiano, ci insegna quanto imprevedibili e sovrumane possono essere le manifestazioni della forza della natura.

Fonte dati: Global Volcanism Program, Smithsonian University.

Interessante...

natoxcorrere
24th February 2010, 20:51
Durante il grande optimum climatico di 5000 anni fa il nocciolo cresceva spontaneamente in svezia, il suo polline è stato trovato nei sedimenti lacustri, da allora, tranne in serra:D, non c'è più cresciuto. Il nocciolo è una tipica pianta mediterranea.

:D:D

Ma come non conosci le nocciole svedesi?

:D:D:D

Eppure c'è gente che giura di averle mangiate.....

Scolari
24th February 2010, 21:19
Interessante...

Non so se sia vero, ma si parla di vulcani enormi, alcuni anche più grandi della caldera Yellowstone.
Normalmente l'enorme pressione indotta dall'acqua sovrastante dovrebbe inibire la possibilità di eruzioni almeno che non si tratti di un attività esplosiva di enorme portata.
Alcuni di questi vulcani si inalzerebbero dai circa 5000 metri ai 1200 metri sotto il livello del mare mentre altri sarebbero vastissimi (diverse decine di chilometri) ma sarebbero alti solo alcune centinaia di metri.
Sicuramente è una grande scoperta, fino ad allora si credeva che i fondali artici fossero un'area desolata con bassa attività eruttiva all'interno della dorsale di Gakker, invece si è poi scoperto che non si affatto così:)

natoxcorrere
24th February 2010, 21:31
Non so se sia vero, ma si parla di vulcani enormi, alcuni anche più grandi della caldera Yellowstone.
Normalmente l'enorme pressione indotta dall'acqua sovrastante dovrebbe inibire la possibilità di eruzioni almeno che non si tratti di un attività esplosiva di enorme portata.
Alcuni di questi vulcani si inalzerebbero dai circa 5000 metri ai 1200 metri sotto il livello del mare mentre altri sarebbero vastissimi (diverse decine di chilometri) ma sarebbero alti solo alcune centinaia di metri.
Sicuramente è una grande scoperta, fino ad allora si credeva che i fondali artici fossero un'area desolata con bassa attività eruttiva all'interno della dorsale di Gakker, invece si è poi scoperto che non si affatto così:)

Certo che di scoperte se ne continuano a fare. Magari fra 30 si dimostrerà che tutte le cose che diamo per molto probabili oggi, sono tutte sciocchezze!

Scolari
24th February 2010, 21:53
Certo che di scoperte se ne continuano a fare. Magari fra 30 si dimostrerà che tutte le cose che diamo per molto probabili oggi, sono tutte sciocchezze!

In effetti, non solo per quanto concerne il clima, ma bensì anche per molti altri aspetti.
Non centra nulla con il tema di per sè, ma basti osservare come dalla relatività generale che descriveva un universo in un certo modo, oggi la meccanica quantistica lo descrive in maniera del tutto differente, proprio perchè anche lo studio della fisica è un settore ancora in continua evoluzione, senza nulla togliere alla relatività generale che per descrivere il mondo macroscopico funziona sempre bene.
Lo stesso discorso può valere anche per molti altri argomenti, clima compreso.;)

natoxcorrere
24th February 2010, 22:52
http://www.co2science.org/data/mwp/mwpp.php

In questo sito c'è il materiale di diversi scienziati, secondo i quali l' Optimum Medio evale è stato differente da come descritto dalla letteratura dell' IPCC.

andrew
25th February 2010, 19:31
Molto interessante questa cosa dei supervulcani sotto l'artico potrebbero essere loro i veri motori del clima del nord emisfero, del ritiro ed espansione dei ghiacci artici e forse anche influenzare le correnti sottomarine dell'artico e anche la corrente del golfo in quanto a seconda della loro attività potrebbero variare verso nord o verso sud l'arrivo della corrente

Scolari
25th February 2010, 20:21
Molto interessante questa cosa dei supervulcani sotto l'artico potrebbero essere loro i veri motori del clima del nord emisfero, del ritiro ed espansione dei ghiacci artici e forse anche influenzare le correnti sottomarine dell'artico e anche la corrente del golfo in quanto a seconda della loro attività potrebbero variare verso nord o verso sud l'arrivo della corrente

Anche secondo il mio modesto parere, un'influenza potrebbero sicuramente averla, tuttavia non credo siano i principali fattori in grado di regolare il clima e la circolazione termoalina, considerando che per quanto intense ed eslosive siano queste eruzioni, si deve tenere in considerazione il fatto che l'enorme pressione imposta dall'acqua tutisce almeno in parte gli effetti in superficie.
Bisognerebbe secondo me analizzare l'energia emessa in rapporto alla pressione indotta a 3000-5000 metri di profondità sutto il livello del mare, come vedo sbagliato scartare a priori che questi fenomeni potrebbero influire sullo scioglimento dei ghiacci e sulle temperature marine, vedo azzardato credere che sia il principale regolatore del clima.
Sono comunque secondo me una possibile buona fonte di CO2 e forse questi eventi influiscono sul clima anche per mezzo di questo fattore.
Ciao Andrea, buona serata:)

andrew
25th February 2010, 20:52
Anche secondo il mio modesto parere, un'influenza potrebbero sicuramente averla, tuttavia non credo siano i principali fattori in grado di regolare il clima e la circolazione termoalina, considerando che per quanto intense ed eslosive siano queste eruzioni, si deve tenere in considerazione il fatto che l'enorme pressione imposta dall'acqua tutisce almeno in parte gli effetti in superficie.
Bisognerebbe secondo me analizzare l'energia emessa in rapporto alla pressione indotta a 3000-5000 metri di profondità sutto il livello del mare, come vedo sbagliato scartare a priori che questi fenomeni potrebbero influire sullo scioglimento dei ghiacci e sulle temperature marine, vedo azzardato credere che sia il principale regolatore del clima.
Sono comunque secondo me una possibile buona fonte di CO2 e forse questi eventi influiscono sul clima anche per mezzo di questo fattore.
Ciao Andrea, buona serata:)

Non lo so non posso risponderti a questo però penso che nelle eruzioni più forti una minima influenza sui ghiacci sotto marini ci possa essere sopratutto d'estate quando lo spessore dei ghiacci si riduce di molto e poi indubbiamente le pressioni sono enormi però c'è da considerare la forza di un'esplosione vulcanica di quel tipo l'acqua inizia a ribollire e qualcosa di quei vapori secondo me giunge in superficie non credi?

Ciao Flavio buona serata anche a te :)

Scolari
25th February 2010, 21:05
Non lo so non posso risponderti a questo però penso che nelle eruzioni più forti una minima influenza sui ghiacci sotto marini ci possa essere sopratutto d'estate quando lo spessore dei ghiacci si riduce di molto e poi indubbiamente le pressioni sono enormi però c'è da considerare la forza di un'esplosione vulcanica di quel tipo l'acqua inizia a ribollire e qualcosa di quei vapori secondo me giunge in superficie non credi?

Ciao Flavio buona serata anche a te :)

Secondo me si, l'acqua calda tende a salire rispetto all'aria fredda circostante, si dice che la temperature marine sui fondali sia compresa tra i +450°C circa (in vicinanza dei vulcani) e i +2°C.
Tuttavia si assite ad un rimescolamento continuo con l'acqua molto più fredda dell'acqua surriscaldata dai vulcani, che anche secondo me può raggiungere almeno in parte la superficie (ovviamente non con temperature da ebolizione) considerando la velcità di propagazione in prossimità delle eruzioni sui fondali ( 500 m/s) e le enormi temperature.
Ma qui occorrerebbe un intervento di Fabio che a disposizione di dati, credo potrebbe proporci un'analisi più attendibile.;)

andrew
25th February 2010, 21:47
Secondo me si, l'acqua calda tende a salire rispetto all'aria fredda circostante, si dice che la temperature marine sui fondali sia compresa tra i +450°C circa (in vicinanza dei vulcani) e i +2°C.
Tuttavia si assite ad un rimescolamento continuo con l'acqua molto più fredda dell'acqua surriscaldata dai vulcani, che anche secondo me può raggiungere almeno in parte la superficie (ovviamente non con temperature da ebolizione) considerando la velcità di propagazione in prossimità delle eruzioni sui fondali ( 500 m/s) e le enormi temperature.
Ma qui occorrerebbe un intervento di Fabio che a disposizione di dati, credo potrebbe proporci un'analisi più attendibile.;)

Ovviamente si ed è quasi certo che anche una temperatura di una decina di gradi sopra lo zero soprattutto in estate è in grado di far ridurre notevolmente i ghiacci e al riguardo avevo letto, forse su mlive o sull'mtg, che il minimo del 2007 poteva essere stato causato oltre che da una variazione dei venti superficiali anche da una forte attività vulcanica sottomarina e penso invece che il discorso in inverno possa essere differente in quanto le temperature superficiali estremamente più basse potrebbero in qualche modo annullare l'effetto vulcanico comunque non ne sono così sicuro

Comunque argomento anche questo molto interessante e che andrebbe approfondito :)