Scolari
27th December 2009, 13:40
La Regione Lombardia ripristina il divieto dell'utilizzo dell'olio combustibile per il riscaldamento civile. A seguito della sentenza del Tar del 15 dicembre scorso, che aveva riammesso sul territorio lombardo l'uso di benzine e distillati pesanti per il riscaldamento di case e condomini, la Giunta regionale ha varato ieri due provvedimenti.
Il primo stabilisce il ricorso con procedura d'urgenza al Consiglio di Stato, affinché venga sospesa subito l'ordinanza del Tar. “Il motivo dell'urgenza – ha spiegato il governatore Formigoni - sta nella necessità di non interrompere gli effetti positivi dei provvedimenti assunti dalla Regione in questi anni per combattere l'inquinamento atmosferico, migliorare la qualità dell'aria e tutelare la salute dei cittadini specie dei più indifesi da questo punto di vista, cioè anziani, bambini e malati cronici”. L'olio combustibile infatti, prima dell'entrata in vigore nel 2006 della delibera che ha esteso il divieto in tutto il territorio lombardo, era responsabile – secondo gli studi dell'Arpa, confermati anche da un Rapporto del Ministero dell'Ambiente del 2004 - di una quota di emissioni di Pm10 nell'aria pari al 7,6%, corrispondenti a 250 tonnellate annue.
Il secondo provvedimento, adottato sempre ieri dalla Giunta, conferma la limitazione dell'uso dell'olio combustibile per il riscaldamento domestico. “Vogliamo inviare ai cittadini – ha detto Formigoni - un messaggio tranquillizzante: l'impegno della Regione per contrastare l'inquinamento procede. Non ci lasciamo scoraggiare da iniziative improvvide e confermiamo, anche con atti coraggiosi, la nostra lotta alle sostanze inquinanti”.
Le ragioni del Tar:
Ricordiamo che con la sentenza n. 5334/2009, la Quarta Sezione del Tar aveva accolto il ricorso di una società produttrice di gasolio e bitumi contro la delibera regionale del 2006. Secondo il Tar, la Regione Lombardia avrebbe dovuto notificare la sua decisione di vietare l'olio combustibile alla Commissione Ue, in modo da consentire a quest'ultima di esprimere il proprio orientamento.
La Regione Lombardia, a sua volta, ribatte di aver effettivamente notificato la decisione all'Unione Europea: “l'UE e il suo presidente Barroso hanno lodato la politica ambientale sin qui condotta, e in particolare questa nostra decisione”, ha ricordato Formigoni.
Fonte: casaeclima.it
Il primo stabilisce il ricorso con procedura d'urgenza al Consiglio di Stato, affinché venga sospesa subito l'ordinanza del Tar. “Il motivo dell'urgenza – ha spiegato il governatore Formigoni - sta nella necessità di non interrompere gli effetti positivi dei provvedimenti assunti dalla Regione in questi anni per combattere l'inquinamento atmosferico, migliorare la qualità dell'aria e tutelare la salute dei cittadini specie dei più indifesi da questo punto di vista, cioè anziani, bambini e malati cronici”. L'olio combustibile infatti, prima dell'entrata in vigore nel 2006 della delibera che ha esteso il divieto in tutto il territorio lombardo, era responsabile – secondo gli studi dell'Arpa, confermati anche da un Rapporto del Ministero dell'Ambiente del 2004 - di una quota di emissioni di Pm10 nell'aria pari al 7,6%, corrispondenti a 250 tonnellate annue.
Il secondo provvedimento, adottato sempre ieri dalla Giunta, conferma la limitazione dell'uso dell'olio combustibile per il riscaldamento domestico. “Vogliamo inviare ai cittadini – ha detto Formigoni - un messaggio tranquillizzante: l'impegno della Regione per contrastare l'inquinamento procede. Non ci lasciamo scoraggiare da iniziative improvvide e confermiamo, anche con atti coraggiosi, la nostra lotta alle sostanze inquinanti”.
Le ragioni del Tar:
Ricordiamo che con la sentenza n. 5334/2009, la Quarta Sezione del Tar aveva accolto il ricorso di una società produttrice di gasolio e bitumi contro la delibera regionale del 2006. Secondo il Tar, la Regione Lombardia avrebbe dovuto notificare la sua decisione di vietare l'olio combustibile alla Commissione Ue, in modo da consentire a quest'ultima di esprimere il proprio orientamento.
La Regione Lombardia, a sua volta, ribatte di aver effettivamente notificato la decisione all'Unione Europea: “l'UE e il suo presidente Barroso hanno lodato la politica ambientale sin qui condotta, e in particolare questa nostra decisione”, ha ricordato Formigoni.
Fonte: casaeclima.it