Scolari
26th December 2009, 16:19
Ripropongo una ricerca scritta circa 1 anno fa riguardo all'evoluzione genetica della nostra specie (Homo Sapiens)
http://www.meteogelo.com/tag/etnie/
Recente e interessante ricerca pubblicata dall'Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
http://www.ricercaitaliana.it/prin/unita_op-20073RH73W_002.htm
La teoria inizialmente avanzata da pochi storici e poco accettata, ma che con i nuovi studi prende sempre più valore tra i molti studiosi screditando la teoria delle grandi invasioni indo-Europee anche in senso biologico (tratto da Wikipedia):
È senz'altro molto rilevante notare il fatto che l'epicentro della diffusione della cultura celtica abbia basse frequenze di R1b: ciò dimostrerebbe che il panorama genetico attuale sia sostanzialmente quello disegnato nel periodo mesolitico e che la diffusione della cultura celta sia stata più di tipo culturale (ad esempio imposto da classi dominanti celte) che dovuto alla diffusione di persone, e quindi di geni.
Da segnalare anche una massiccia presenza dell' aplotipo R1b anche nell'Italia del nord, non è ancora chiaro però se la sua presenza sia dovuta alle migrazioni iniziali del paleolitico provenienti da una regione imprecisata dell'Asia occidentale o ad eventi più recenti legati all'ultima glaciazione (tra i 15000 e i 10000 anni fa), durante la quale i contatti tra popolazioni iberiche e quelle italiche erano consentiti e facilitati dal congelamento di ampi tratti del mediterraneo settentrionale che formavano in questo modo ponti naturali facilmente percorribili. Ad ogni modo, poiché l'ultima glaciazione rese inabitabili le regioni settentrionali e centrali dell'Europa, è ovvio che l'apparizione aplogruppo R1b in Italia preceda quella nelle isole britanniche.
Da queste poche evidenze si deduce che l'aplotipo R1b presente nelle moderne popolazioni celtiche e già presente nelle popolazioni del mesolitico, non può essere stato introdotto da migrazioni di popoli indoeuropei in epoca più recente, attestando così, secondo i dati biologici, l'originalità e l'europeicità dei Celti di ogni epoca.
(Wikipedia).
http://www.meteogelo.com/tag/etnie/
Recente e interessante ricerca pubblicata dall'Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
http://www.ricercaitaliana.it/prin/unita_op-20073RH73W_002.htm
La teoria inizialmente avanzata da pochi storici e poco accettata, ma che con i nuovi studi prende sempre più valore tra i molti studiosi screditando la teoria delle grandi invasioni indo-Europee anche in senso biologico (tratto da Wikipedia):
È senz'altro molto rilevante notare il fatto che l'epicentro della diffusione della cultura celtica abbia basse frequenze di R1b: ciò dimostrerebbe che il panorama genetico attuale sia sostanzialmente quello disegnato nel periodo mesolitico e che la diffusione della cultura celta sia stata più di tipo culturale (ad esempio imposto da classi dominanti celte) che dovuto alla diffusione di persone, e quindi di geni.
Da segnalare anche una massiccia presenza dell' aplotipo R1b anche nell'Italia del nord, non è ancora chiaro però se la sua presenza sia dovuta alle migrazioni iniziali del paleolitico provenienti da una regione imprecisata dell'Asia occidentale o ad eventi più recenti legati all'ultima glaciazione (tra i 15000 e i 10000 anni fa), durante la quale i contatti tra popolazioni iberiche e quelle italiche erano consentiti e facilitati dal congelamento di ampi tratti del mediterraneo settentrionale che formavano in questo modo ponti naturali facilmente percorribili. Ad ogni modo, poiché l'ultima glaciazione rese inabitabili le regioni settentrionali e centrali dell'Europa, è ovvio che l'apparizione aplogruppo R1b in Italia preceda quella nelle isole britanniche.
Da queste poche evidenze si deduce che l'aplotipo R1b presente nelle moderne popolazioni celtiche e già presente nelle popolazioni del mesolitico, non può essere stato introdotto da migrazioni di popoli indoeuropei in epoca più recente, attestando così, secondo i dati biologici, l'originalità e l'europeicità dei Celti di ogni epoca.
(Wikipedia).