natoxcorrere
10th December 2009, 14:15
ll 2009 è stato uno degli anni più caldi della serie storica che risale al 1850. Parola della Organizzazione meteorologica mondiale che raccoglie le misure dei 189 stati aderenti e che ha calcolato, da gennaio a ottobre 2009, una temperatura (della superficie della terra e degli oceani) superiore di 0,44 °C (+/- 0,11 °C) alla media degli anni 1961-1999. Il 2009 sarebbe quindi il quinto anno più caldo, ma dati più sicuri saranno comunicati in gennaio 2010. Il periodo 2000-2009 è stato più caldo dei decenni precedenti.
Se questa è la media planetaria, va registrato un anno più fresco del solito negli USA e in Canada, e molto caldo invece in Asia e Africa centrale, con intendi fenomeni di siccità. Eventi estremi, come cicloni, ondate di ferddo e di calore, siccità e alluvioni, si sono registrate soprattutto in Sud America, Asia meridionale e Australia.
WMO
A voi i commenti!
Scolari
10th December 2009, 14:51
Riposto come risposta quanto detto in un''altro Tread.
Sono dell'idea che l'argomento è delicato, non metto in dubbio il fatto che a livello globale questo sia stato l'anno tra i più caldi, tuttavia non dobbiamo dimenticarci del fatto che in parte il sistema climatico si autoregola per mezzo delle temperature oceaniche, basti prendere in considerazione l'indice AMO che in parte si autoregola per mezzo delle precipitazioni tropicali.
Proprio stamane ho sentito al TG che al vertice di Copenaghen, sono giunti alle solite conclusioni catastrofiste secondo il mio punto di vista.
http://it.notizie.yahoo.com/19/20091208/tit-clima-vertice-copenaghen-entra-nel-v-59fdfba.html
Si parlava anche del fatto che l'Africa Sub-Sahariana e l'Asia meridionale hanno visto il 2009 come l'annata più secca e calda da quando si effettuano misurazioni regolari descrivendo l'evento come una delle catastrofiche conseguenze del riscaldamento globale dato dai gas serra, eppure per le stesse aree, 10 anni fa descrivevano anche le forti pioggie tropicali come una conseguenza catastrofica del Global Warming.
Secondo me il fatto che queste ultime annate le latitudini tropicali vedono una minor piovosità e un clima tendenzialmente più caldo non è la diretta conseguenza del Global Warming, ma bensì rispecchia un normale andamento ciclico dell'intensità delle pioggie tropicali su scala pluridecennale, il che regola in parte anche l'andamento ciclico delle temperature oceaniche, nonchè l'indice AMO, inoltre se messo sul piano di variazione termiche globali, la minor intensità dei monsoni comporta più tipicamente ad avere effetti opposti alle nostre medie-alte latitudini.
Considerando che durante i periodi più freddi del passato la circolazione atmosferica subiva un generale abbassamento in senso latitudinale, un pò come avveniva per la vegetazione arborea, le regioni tropicali trovarono un clima molto più secco di quello attuale poichè i deboli monsoni estivi ricoprivano un'area molto più ristretta.
Dunque un'indebolimento dei monsoni, dovrebbe piuttosto descrivere una situazione di raffreddamento climatico per le medie-alte latitudini.
Ovviamente in questo caso, come detto precedentemente, rispecchia secondo me un normale ciclo più direttamente connesso con l'andamento termico degli oceani.
Inoltre le eruzion vucaniche comportano effetti sul clima non in egual misura su tutto il globo, gli effetti ultimi possono dipendere oltre dalla durata e dall'intensità dell'evento, in parte anche dalla posizione latitudinale.
Si è infatti riscontrato che le eruzioni che avvengono alle latitudini tropicali, favoriscono mediamente ad un rafforzamento dei monsoni, di conseguenza precipitazioni tropicali tendenzialmente più intense e maggior raffreddamento climatico alle latitudini tropicali ed equatoriali (esempio Pinatubo), alle medie latitudini gli effetti possono essere invece opposti, poichè un rafforzamento dei monsoni estivi, comporta ad avere durante la calda stagione, una cella di Hadley più invadente per le nostre latitudini.
Viceversa le eruzioni che avvengono alle medie-alte latitudini comportano mediamente ad un maggior raffreddamento alle alte latitudini, ma allo stesso ad un indebolimento dei monsoni e dunque ad un clima tendenzialmente più caldo alle latitudini tropicali.
Inoltre le grosse eruzioni vulcaniche possono comportare effetti diretti anche sulla circolazione dell'ozono stratosferico, dopo l'eruzione del Pinatubo ad esempio, vi fu una riduzione dello strato di ozono sopra ile medie-alte latitudini dell'emisfero Boreale, anche del 5% per i 2 anni sucessivi all'eruzione, l'inverno del 1991 e del 1992 furono insolitamente miti sull'Europa, sul Nord America e sulla Siberia, mentre su altre regioni vi furono inverni insolitamente freddi, come sulla Groenlandia, sulla Cina e sul Medio Oriente, con nevicate che imbiancarono in alcune occasioni Gerusalemme.
Una condizione di forti anomalie climatiche che potrebbe essere stata amplificata dagli effetti più diretti dell'eruzione del Pinatubo che appunto comportò ad una forte riduzione dello strato di ozono stratosferico sopra le medie-alte latitudini.
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