zioTibia
28th November 2009, 13:10
buongiorno ragazzi,vi segnalo che sul sito www.meteoscienze.it sono usciti i mei due nuovi editoriali
1) tendenza mensile dicembre 2009
2) storia del clima e precessione degli equinozi (prima Parte )
buona lettura.
Scolari
28th November 2009, 21:20
buongiorno ragazzi,vi segnalo che sul sito www.meteoscienze.it sono usciti i mei due nuovi editoriali
1) tendenza mensile dicembre 2009
2) storia del clima e precessione degli equinozi (prima Parte )
buona lettura.
Articoli, interessanti, sopratutto quello inerente alla precessione degli equinozi.
Da precisare comunque che il cicli astronomici descritti da Milankovich testimoniano fattori che potrebbero influenzare sull'andamento ciclico delle grandi glaciazioni, ma non possono essere presi come i fattori scatenanti di una grossa variazione climatica.
Prima di tutto per i tempi con il quale sarebbero iniziate in passato importanti glaciazioni, in tempi molto brevi se confrontati con un andamento lento che porta a produrre piccole variazioni della radiazione solare spartita tra l'equatore e i poli, e spartita nell'arco dell'anno.
I periodi più favorevoli all'innesco di una glaziazione non sarebbero inverni lunghi e rigidi altermati a estati calde, ma bensì l'inverso.
Annate con inverni relativamente miti e nevosi alternati da estati relativamente fresche e piovose, favorirebbero un aumento delle nevi perenni.
In secondo luogo è la cronologia delle glaciazioni che trovano una certa correlazione con i cicli descitti da Milankovich, ma in fase alternata, da 3 a 1,5 miliardi di anni fa le glaciazioni sembravano coincidere molto meglio con l'andamento ciclico dell'incliazione assiale, dunque si verificava una grossa glaciazione ogni circa 40000 anni, dall'ultimo 1,5 milione di anni a questa parte le glaciazioni sembrano coincidere molto meglio con l'andamento ciclico dell'eccentricità dell'orbita terrestre, dunque si verifica una grossa glaciazione ogni circa 100000 anni, non sono spiegabili invece glaciazioni unicamentre prendendo in considerazione la precessione degli equinozi poichè questo ciclo astronomico potrebbe spiegare solo grosse glaciazioni che avvengono in fase alternata tra i 2 emisferi terrestri.
Sono tutte correlazioni che avvalorano l'ipotesi di come questi cicli astronomici possano influenzare l'andamento ciclico delle grosse glaciazioni, ma allo stesso tempo come non siano da prendere in considerazione come la causa scatenante di una grossa variazione climatica.
Le cause scatenanti dell'ultima grossa glaciazione del Pleistocene sarebbero da ricercare a importanti variazioni della morfologia del territorio, lenti e inerorabili movimenti delle massse continentali potrebbero aver prodotto importanti e piuttosto "improvvise" variazioni della circolazione atmosferica e oceanica, favorendo importanti variazioni degli apporti pluviometrici alle medie-alte latitudini.
Non a caso l'ultima grossa glaciazione del Pleistocene naque in corrispondenza alla nascita della corrente del golfo che oggi favorisce un clima tendenzialmente mite sul Nord Europa, ma che allora potrebbe aver favorito molto l'innesco di una grossa glaciazione a seguito di un'importante aumento delle precipitazioni alle alte latitudini.
Prima di allora una corrente pre-esistente dal medio-Atlantico sfociava nel Pacifico attraverso lo stretto compreso tra il Messico e il Brasile, il sollevamento del territorio avrebbe prodotto la chiusura dello stretto deviando verso Nord la calda corrente che oggi dal Messico attraversa anche il nord Europa.
Anche la nascita di grosse catene montuose (Alpi, Ande, Himalaya) nate precedentemente all'inizio dell'ultima grossa glaciazione avrebbe favorito importanti e irreversibili variazioni della circolazione atmosferica, anche questo processo potrebbe essere visto come uno dei fattori scatenanti di una grossa glaciazione.
A favorire periodi glaciali vi sarebbero altri fattori, nonchè la disposizione delle terre emerse in corrispondenza ai poli e all'equatore:
-L'inanzamento di grosse catene montuose avrebbe favorito un sollevamento medio delle terre emerse, se precedentemente alla nascita delle grosse catene montuose che oggi conosciamo l'altezza media delle terre emerse era mediamente poco più di 400 metri oggi è di oltre 800 metri di quota.
-La presenza di terre emerse in prossimità dei poli.
Contrariamente ad oggi un tempo i poli erano privi di terre emerse, durante queste fasi è difficile che si possano innescare imporanti periodi glaciali poichè gli oceani hanno il potere di trattenere il calore di gran lunga maggiore rispetto ai continenti, questo fattore influenzerebbe l'alternarsi di lunghi ere interglaciali (lunghi periodi di alcune centinaia di milioni di anni dove non avvengono grosse glaciazioni e mediamente il clima risulta essere molto più caldo) ad ere glaciali (lunghi periodi dalla durata di alcune centinaia di milioni di anni dove brevi periodi interglaciali si alternano a grosse glaciazioni).
-Un altro fattore che alternerebbe le ere glaciali dalle ere interglaciali potrebbe essere importanti variazioni della composizione chimica dell'atmosfera, in corrispondenza alle faglie oceaniche (vulcani che eruttano costantemente lava basaltica) che sprigionerebbero durante le fasi di disgregamento delle masse continentali, importanti quantità di gas serra (tra qui CO2) nell'atmosfera, il continuo rigenerarsi dei fondali oceanici durante le fasi calde, favorirebbero inoltre importanti variazioni dell'altezza media degli oceani.
Quale possa essere stato il fattore che avrebbe innescato l'intenso periodo di disgelo al termide dell'ultima grossa glaciazione (terminata circa 12000 anni fa) con precisione non si conosce, tuttavia tramite l'osservazione del Berilio è possibile stimare l'attività solare anche in periodi post-glaciali.
Si è potuto stimare per mezzo del Berilio che l'attività solare presentò una lunga serie di cicli particolarmente intensi di gran lunga superiori a quelli che si riscontrarono durante il caldo periodo medievale e questo potrebbe essere visto come una buona forzante durante un periodi di intenso riscaldamento climatico.
Ovviamente anche in futuro nulla esclude che si possa verificare una nuova glaciazione entro i prossimi 50 milioni di anni, prendendo in considerazione processi geologici e morfologici lenti ma inesorabili, che io ritengo possano essere i fattori più determinanti, entro quel periodo il Mediterraneo diventerà area montagnosa e sparirà poichè il Nord Africa si sarà congiunto al continente Euro-Asiatico, le Alpi continueranno a sollevarsi lentamente.
Una stimata temporanea riapertura dello stretto compreso tra il Messico e il Brasile favorirà entro i prossimi 20 milioni di anni importanti variazioni della circolazione oceanica su vasta scala, la sucessiva probabile richiusura dello stretto ne favorirà un nuova importante alterazione della circolazione oceanica pre-esistente entro i prossimi 50 milioni di anni.
Ovviamente mi baso alle elaborazione dei modelli che stimano lo spostamento delle mase continentali fino a 250 milioni di anni nel futuro, entro questi tempi le masse continentali si ricongiungeranno riformando un'unica grossa massa continentale chiamata Pangea Ultima.
Se vero che le masse continentali si spostano con un andamento ciclico e che le grandi ere interglaciali si riscontrano in corrispondenza al disgregamento delle masse continentali in frammenti (deriva dei continenti), mentre le ere glaciali si riscontrano in corrispondenza al ricongiungimento delle masse continentale (in Supercontinenti) è presumibile affermare che l'attuale era glaciale proseguirà per altri 200 milioni di anni circa dove brevi periodi interglaciali continueranno ad alternarsi a periodi glaciali.
Riguardo all'articolo sulla previsione per dicembre non saperi che dire, spero si verificherà anche se la vedo dura un HP Russo che arrivi ad interessare in maniera persistente anche l'Inghilterra, normalmente quando si ha una ventilazione Orientale (masse di aria fredda continentale) persistente sull'area del Mediterraneo, si riscontra in inverno un HP delle Azzorre che si ricongiunge ad un'anticiclone Russo (o Est Europeo) per mezzo di un ponte di alta pressione.
Buona serata:)
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