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Visualizza versione completa : L'eruzione vulcanica scomparsa


Scolari
2nd November 2009, 22:56
Carotaggi dei ghiacci groenlandesi e antartici testimoniano che all'abbassamento delle temperature globali avvenuto il 1810 e il 1819 contribuì un'eruzione ancora non identificata.

Esattamente 200 anni fa un'eruzione, fino a oggi mai documentata, avrebbe provocato l'abbassamento delle temperature globali avvenuto fra il 1810 e il 1819, poi peggiorato dalla successiva esplosione del Tambora nel 1815. A questa conclusione è giunto uno studio condotto da geochimici dell'Uiversità della California a San Diego e del Laboratorio di glaciologia e geofisica ambientale a Grenoble, in Francia.

I ricercatori hanno fatto questa inattesa scoperta analizzndo le tracce di sostanze chimiche presenti in campioni di ghiaccio provenienti dalla Groenlandia e dall'Antartide che testimoniano le variazioni nella composizione atmosferica all'epoca in cui quel ghiaccio si è depositato.

"Finora non avevamo alcun dato su questa eruzione. Ma se si guarda alle tracce che abbiamo trovato nelle carote di ghiaccio deve essere stata enorme, più imponente di quella del Pinatubo avvenuta nel 1991 nelle Filippine, che ha ucciso centinaia di persone e influenzato il clima mondiale", ha dichiarato Mark Thiemens.

"Abbiamo trovato notevoli quantità di acido solforico negli strati di neve del 1809 e 1810 sia in Groenlandia, sia in Antartide", ha aggiunto Jihong Cole-Dai, primo firmatario dell'articolo sulle "Geophysical Research Letters" in cui è descritta la ricerca.

Le registrazioni climatiche mostrano che non solo il 1816 - il famoso "anno senza estate" - e gli anni successivi sono stati particolarmente freddi, ma l'intero decennio che va dal 1810 al 1819 ha segnato le temperature più basse probabilmente degli ultimi 500 anni.

Da molto tempo si sa che la violenta eruzione del 1815 del vulcano Tambora provocò l'abbassamento delle temperature registrate nel 1816 e negli anni successivi in tutto il globo, ma questo evento non poteva spiegare il raffreddamento già in atto nella prima metà di quel decennio.

"I nostri dati indicano che l'acido solforico vulcanico si è depositato ai poli opposti esattamente nello stesso momento, e ciò significa che esso deriva da un'unica eruzione avvenuta ai tropici. Ora i ricercatori cercheranno di identificare la "firma" isotopica dell'acido solforico trovato in modo da poter risalire al vulcano che si è reso responsabile di questa immane emissione.

http://www.margheritacampaniolo.it/scienza/MSH80_eruption_mount_st_helens_05-18-80_med.jpg http://vulcan.wr.usgs.gov/Imgs/Jpg/MSH/Images/MSH80_st_helens_eruption_plume_07-22-80_med.jpg

Il regno perduto di Tambora:

Scoperti i primi resti del piccolo Stato spazzato via dall'eruzione del vulcano nel 1815.

L'eruzione del monte Tambora, avvenuta nel 1815 sull?isola di Sumbawa, nell?Arcipelago indonesiano, fu una delle più catastrofiche della storia dell?umanità. Sterminò 117.000 persone e distrusse il piccolo, omonimo regno. Dopo 20 anni di ricerche, Haraldur Sigurdsson, uno studioso dell?Università del Rhode Island, è riuscito a localizzare i primi resti di un villaggio tamboriano rimasto sepolto sotto tre metri di cenere. All?interno di una casa venuta alla luce ha scoperto anche i resti di due adulti, utensili di bronzo, vasi di ceramica e svariati altri manufatti, le cui decorazioni indicano una stretta parentela con quelle in uso in Vietnam e Cambogia. Questi reperti sono tuttavia solo il primo assaggio di una campagna di scavi di quella che Sigurdsson definisce ?la Pompei del Sud-Est asiatico?. Resoconti storici riferiscono che il regno di Tambora fosse famoso nelle Indie orientali per la sua produzione di miele, essenze vegetali per tinture, sandalo e per i suoi cavalli. Nel corso dell?esplosione, il monte Tambora eruttò oltre 10 chilometri cubi di magma e ceneri, e 400 milioni di tonnellate di gas solforosi che produssero una colonna alta 44 chilometri. Il gas e il pulviscolo proiettati in atmosfera provocarono un forte raffreddamento di tutto il globo, tanto che il successivo 1816 passò alla storia come l'anno senza estate.

Fonte: Lescienze.