Scolari
28th October 2009, 22:57
Le popolazioni di alcune specie di scimmie hanno subito diminuzioni o incrementi in relazione alle fluttuazioni climatiche su larga scala.
http://www.immaginidalmondo.net/bali/foto/bali-057-Taman-nazionale-Bali-Barat-scimmie.jpg
Riscaldamento globale e pericolo di estinzione dei primati potrebbero sembrare due problemi assai diversi, senza alcuna correlazione evidente. Eppure il global warming sembra avere un effetto tangibile anche sulle specie in pericolo, come hanno messo in luce grazie alla loro ricerca i ricercatori della Penn State University.
El Niņo e La Niņa, rappresentano com'č noto cicli di caldo/umido e freddo/secco nelle temperature oceaniche nella regione del Pacifico tropicale, spesso associati a drammatici eventi atmosferici e climatici nell'America centra e settentrionale, come inondazioni, siccitā e problemi per la pesca e l'agricoltura.
Linnovativa analisi effettuata da Ruscena Wiederholt e colleghi ha permesso di scoprire in che modo le oscillazioni climatiche che caratterizzano i fenomeni El Niņo/La Niņa abbiano influenzato piante e animali nei tropici, correlandoli in particolare alle dinamiche delle popolazioni di quattro specie di scimmie del genere Atelinae del Nuovo Mondo: il murichi settentrionale (Brachyteles hypoxanthus), in Brasile, la lagotrice di Humboldt (Lagothrix lagotricha), in Colombia, l'atele di Geoffroy (Ateles geoffroyi), sull'Isola di Barro Colorado, a Panama, e infine l'Aluatta rossa (Alouatta seniculus), in Venezuela, l'unica anche carnivora.
Per queste specie, precedenti studi avevano giā documentato le oscillazioni nella popolazioni e in relazione alla disponibilitā del cibo di ciascuna specie.
Il gruppo č partito dall'ipotesi che la risposta della vegetazione agli eventi di riscaldamento possa fornire un collegamento cruciale tra cambiamenti climatici e abbondanza delle popolazioni. Per verificarla, i ricercatori hanno confrontato le stime delle popolazioni di scimmie con i dati sulle fluttuazioni nelle risorse alimentari quali foglie, semi e frutti. Poi, utilizzando modelli statistici, li hanno incrociati con le registrazioni annuali relative a temperature e precipitazioni, ricavati da registri climatici su larga scala rappresentati da alcuni indici standard quali il Southern oscillation index (SOI), l'El Niņo-Southern Oscillation (indicati anche dalle sigle ENSO3, 34, 4, e 12) e l'Indice sull'anomalia di temperatura dell'emisfero meridionale, resi disponibili dalla NASA e della National Oceanic and Atmospheric Administration.
I risultati delle analisi sono stati sorprendenti: tutte le popolazionui delle quattro specie di scimmie hanno subito una flessione o un incremento in relazione alle fluttuazioni climatiche su larga scala. Sebbene tali popolazioni siano separate da notevoli distanze, le tre specie frugivore hanno avuto risposte sincrone con il riscaldamento globale. Ciō č spiegato dal fatto che durante gli eventi di riscaldamento di El Niņo, gli alberi hanno prodotto pių frutti del normale. Poi, negli eventi di raffreddamento di tipo La Niņa gli alberi hanno prodotto meno frutti, con una risultante scarsitā di cibo locale per le scimmie.
Le scimmie della specie Alouatta seniculus hanno invece subito diminuzioni di popolazione connesse agli eventi climatici, ma sfasate rispetto alle specie frugivore, anche se in questo caso il meccanismo non č del tutto chiaro.
Fonte: Lescienze
http://www.immaginidalmondo.net/bali/foto/bali-057-Taman-nazionale-Bali-Barat-scimmie.jpg
Riscaldamento globale e pericolo di estinzione dei primati potrebbero sembrare due problemi assai diversi, senza alcuna correlazione evidente. Eppure il global warming sembra avere un effetto tangibile anche sulle specie in pericolo, come hanno messo in luce grazie alla loro ricerca i ricercatori della Penn State University.
El Niņo e La Niņa, rappresentano com'č noto cicli di caldo/umido e freddo/secco nelle temperature oceaniche nella regione del Pacifico tropicale, spesso associati a drammatici eventi atmosferici e climatici nell'America centra e settentrionale, come inondazioni, siccitā e problemi per la pesca e l'agricoltura.
Linnovativa analisi effettuata da Ruscena Wiederholt e colleghi ha permesso di scoprire in che modo le oscillazioni climatiche che caratterizzano i fenomeni El Niņo/La Niņa abbiano influenzato piante e animali nei tropici, correlandoli in particolare alle dinamiche delle popolazioni di quattro specie di scimmie del genere Atelinae del Nuovo Mondo: il murichi settentrionale (Brachyteles hypoxanthus), in Brasile, la lagotrice di Humboldt (Lagothrix lagotricha), in Colombia, l'atele di Geoffroy (Ateles geoffroyi), sull'Isola di Barro Colorado, a Panama, e infine l'Aluatta rossa (Alouatta seniculus), in Venezuela, l'unica anche carnivora.
Per queste specie, precedenti studi avevano giā documentato le oscillazioni nella popolazioni e in relazione alla disponibilitā del cibo di ciascuna specie.
Il gruppo č partito dall'ipotesi che la risposta della vegetazione agli eventi di riscaldamento possa fornire un collegamento cruciale tra cambiamenti climatici e abbondanza delle popolazioni. Per verificarla, i ricercatori hanno confrontato le stime delle popolazioni di scimmie con i dati sulle fluttuazioni nelle risorse alimentari quali foglie, semi e frutti. Poi, utilizzando modelli statistici, li hanno incrociati con le registrazioni annuali relative a temperature e precipitazioni, ricavati da registri climatici su larga scala rappresentati da alcuni indici standard quali il Southern oscillation index (SOI), l'El Niņo-Southern Oscillation (indicati anche dalle sigle ENSO3, 34, 4, e 12) e l'Indice sull'anomalia di temperatura dell'emisfero meridionale, resi disponibili dalla NASA e della National Oceanic and Atmospheric Administration.
I risultati delle analisi sono stati sorprendenti: tutte le popolazionui delle quattro specie di scimmie hanno subito una flessione o un incremento in relazione alle fluttuazioni climatiche su larga scala. Sebbene tali popolazioni siano separate da notevoli distanze, le tre specie frugivore hanno avuto risposte sincrone con il riscaldamento globale. Ciō č spiegato dal fatto che durante gli eventi di riscaldamento di El Niņo, gli alberi hanno prodotto pių frutti del normale. Poi, negli eventi di raffreddamento di tipo La Niņa gli alberi hanno prodotto meno frutti, con una risultante scarsitā di cibo locale per le scimmie.
Le scimmie della specie Alouatta seniculus hanno invece subito diminuzioni di popolazione connesse agli eventi climatici, ma sfasate rispetto alle specie frugivore, anche se in questo caso il meccanismo non č del tutto chiaro.
Fonte: Lescienze