Visualizza versione completa : Previsioni stagionali
bora71
7th October 2009, 17:10
Gennaio gelido?:D
http://www.cpc.noaa.gov/products/people/wwang/cfs_fcst/images/euT2mMon.gif
e anche nevoso:D
http://www.cpc.noaa.gov/products/people/wwang/cfs_fcst/images/euPrecMon.gif
biagiorobur
7th October 2009, 18:06
Puntuale, come quasi ogni anno la previsione stagionale del Noaa promette un inverno gelido:D
Salvo poi essere smentita dalla realtà dei fatti.
Frate Indovino è più attendibile:D:D:D
Poi che c'entra magari è l' anno giusto per un grande inverno, sarebbe anke l'ora:D
bora71
10th October 2009, 10:30
Inverno NASA: previsioni a sorpresa di freddo e maltempo..
Secondo il modello di previsione a lunghissima scadenza della NASA, probabilmente la seconda parte della stagione invernale, da Gennaio in avanti, sarà fredda e perturbata.
Oramai le previsioni di lungo termine si erano assestate su di un modello stabile di clima caldo e mite, seguendo anche l'andamento di un Nino che pareva essere il più forte dal 1998, e delle temperature oceaniche ai loro massimi livelli termici.
Tuttavia, il Nino, dopo una partenza sparata, sta segnando il passo, tanto che le ultime previsioni lo danno assai più debole di quanto preventivato.
Questi nuovi input oceanici sono stati recepiti dal modello di previsione a lunghissimo termine della NASA, che, dopo aver annunciato un Inverno 2009-10 molto mite, adesso si sta orientando verso una previsione più fredda e perturbata.
Le previsioni sono medie trimestrali, sicché non è molto facile fare dei distinguo.
Tuttavia, nel primo trimestre tra Novembre e Gennaio appare evidente, come figura dominante, la presenza di un blocco anticiclonico sulla Scandinavia, mentre una depressione in quota si presenterebbe sui Balcani, dove la prima parte dell'Inverno sembrerebbe essere molto fredda.
Da qui anche le zone adriatiche e ioniche dell'Italia apparirebbero maggiormente favorite dalle possibili irruzioni fredde dai Balcani.
Ma nella seconda parte dell'Inverno, tra Gennaio e Marzo, le cose cambierebbero: il minimo depressionario in quota si stabilirebbe mediamente proprio sull'Italia, con zone di blocco anticiclonico ad est e ad ovest, sull'Atlantico e sulla Russia.
Le anomalie termiche positive invernali, allora, riguarderebbero solo le zone artiche russe, ed il medio - alto Atlantico, mentre Italia, Francia, Spagna, Inghilterra, Grecia, Balcani e Turchia, vivrebbero un trimestre decisamente più freddo del normale.
Aspettiamo prima di essere certi di una simile previsione.
I modelli stagionali si evolvono esattamente come i tradizionali modelli di previsione a breve termine.
Ed è evidente che una previsione è tanto più probabile quanto più ci si avvicina alla stagione invernale.
Finora i modelli avevano tenuto conto soprattutto dell'Effetto Nino, come influenza mitigante dell'Inverno nel Nord Emisfero.
Adesso si è visto che probabilmente spunterà un Nino debole, ed allora potrebbero prevalere altri parametri di influenza quali la QBO negativa ed il minimo solare.
Marco Rossi
© Meteogiornale
andrew
11th October 2009, 13:44
Veramente spettacolare se andasse così :) :)
sottozero70
11th October 2009, 22:15
Le previsioni stagionali spesso sgarrano,cmq intanto godiamoci il cambio di circolazione poi chi vivra' vedra';)
bora71
29th October 2009, 23:25
Joe Bastardi l'esperto Americano sulle long range forecast parla di inverno Europeo molto freddo specie nel centro-est in gennaio e febbraio.
il video
http://www.accuweather.com/video-on-demand.asp?video=46727180001&channel=CLEAR_THE_AIR&title=This%20Winter%20in%20Europe
e il grafico
http://img255.imageshack.us/img255/9060/appunti02a.jpg
andrew
1st November 2009, 14:07
magariiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii :D :D :D
bora71
7th November 2009, 19:29
Analisi delle mappe NOAA di previsione stagionale, per tutto l'autunno e la tendenza prevista per l'inverno 2009/2010. Descrizione dettagliata:
- INVERNO: le proiezioni stagionali per l'inverno 2009-2010 mostrano una persistenza del clima rigido con temperature sotto la media del periodo anche di 1 °C sul comparto europeo centro-orientale, dalla Russia settentrionale e buona parte de comparto scandinavo verso la Mitteleuropa e poi Italia settentrionale ed orientale. Temperature leggermente sotto la media od intorno ad essa sull'Europa occidentale, settore carpatico-danubiano. Temperature superiori alla media stagionale sulla Turchia, specie orientale. Situazione tendenzialmente invariata anche per Febbraio e Marzo seppur con ulteriore diminuzione dei valori termici rispetto alle medie. Dunque temperature da 1 a 1,5 °C sotto la media su tutta l'Europa nord-orientale, centrale fin verso l'Italia centro-settentrionale e adriatica. Temperature leggermente sotto la media o intorno ad essa sui settori occidentali e anche sulla Turchia.
il meteo
http://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/people/wwang/cfs_fcst/images/euT2mSea.gif
Scolari
8th November 2009, 10:48
Gennaio gelido?:D
http://www.cpc.noaa.gov/products/people/wwang/cfs_fcst/images/euT2mMon.gif
e anche nevoso:D
http://www.cpc.noaa.gov/products/people/wwang/cfs_fcst/images/euPrecMon.gif
Spero si concretizzi questa proiezione stagionale, tutta la penisola da Nord a Sud vedrebbe un clima sostanzialmente freddo e con precipitazioni sopra la media, eppure lo stato degli indici non lasciano attualmente escludere questa pssibile l'evoluzione a livello stagionale pur tenendo in considerazione la bassa attendibilità.:)
bora71
10th November 2009, 00:39
Previsioni NASA: un gelido Inverno si approssima all'Europa..
Trimestre invernale molto freddo sul Baltico, Europa centro orientale, ma anche su Italia ed Inghilterra. Il freddo interesserà anche tutto il trimestre Primaverile...
Marco Rossi: 09-11-2009 ore 21:51
Siamo al punto delle previsioni stagionali della NASA, che, come già accennato nei mesi precedenti, dopo essere state orientate inizialmente verso un Inverno 2009-10 molto mite, si sono via spostate verso una previsione via via più fredda, fino ad arrivare alle attuali previsioni decisamente gelide.
Tutto a causa di una prevalente situazione di blocco anticiclonico che il modello prevede, nel trimestre invernale, posizionata tra l'Islanda e la Scandinavia, una posizione di altri tempi che è tra le più gelide alle quali può andare incontro il nostro Continente.
Ovviamente si tratta di previsioni a carattere ancora sperimentale, anche se questo modello della NASA ha dimostrato comunque di presentare una buona attendibilità, come nel corso della passata stagione estiva, prevista effettivamente molto calda.
Già altri modelli matematici, come alcune riviste scientifiche online hanno premesso nei giorni passati, avevano prospettato questa possibilità di un Inverno europeo freddo come non appariva da diversi anni, in particolare nei mesi di Gennaio e di Febbraio.
Stando alla particolare configurazione barica, risulta probabile che le precipitazioni invernali siano al di sotto della norma tra l'Islanda, l'Inghilterra e la Scandinavia, mentre siano al di sopra sulla Penisola Iberica, dove le correnti occidentali atlantiche troveranno "via libera" al loro passaggio.
L'Italia potrebbe risultare una via di mezzo tra questi due tipi di circolazione, ed è forse per questo motivo che i massimi scarti termici negativi vengono previsti sulla zona del Baltico, su tutta l'Europa centro orientale, ma anche la nostra Penisola potrebbe comunque presentare uno scarto compreso tra -0,5° e -1,0°C.
Forse il tempo peggiore per la nostra Penisola ci attenderebbe comunque nel trimestre Primaverile, attualmente viene previsto uno scarto termico negativo che potrebbe raggiungere i -1,5°C ed anche meno sull'Italia, e fino a -2°C e più su parte dell'Europa orientale.
Sull'Italia il tempo sarebbe anche notevolmente perturbato, con presenza di una configurazione ciclonica alle quote superiori dell'Atmosfera.
Difficile, come detto, dare una percentuale di attendibilità a queste previsioni, che restano pur sempre sperimentali; abbiamo comunque notato come l'Anticiclone Siberiano sia in fase di espansione sull'Asia centrale in modo notevolmente anticipato.
Riguardo al resto del Mondo, notiamo una previsione di freddo anche su Giappone, Russia orientale e Cina nord orientale, nonché su gran parte del Continente Nord Americano, specie il lato centro orientale.
Caldo è previsto invece sulla Groenlandia, e su gran parte dell'Emisfero meridionale, anche a causa di un Nino di portata moderata.
http://www.meteogiornale.it/attachments/images/news/maxi/16564_1_1.gif
Marco Rossi MTG
biagiorobur
10th November 2009, 09:15
Quest' anno noto molta unanimità non tanto sulle anomalie termiche previste, che sono solo una conseguenza.
Quel che colpisce è l'unanimità sulla configurazione dominante: le retrogressioni continentali verso' Europa saranno il leit motiv dell' Inverno 2009-2010.
Gli indici propendono fortemente per ciò. Non ci resta che attendere fiduciosi:)
bora71
13th November 2009, 10:53
L'IRI "sbugiarda" la NASA, forte influenza del Nino, non sarà un inverno freddo.
Contrastando con le previsioni appena emesse dal modello della NASA, l'IRI (International Research Institute), dell'Università di Columbia, emette previsioni di Inverno mite sul nostro Continente.
Marco Rossi: 13-11-2009 ore 07:54
Pochi giorni abbiamo analizzato le previsioni stagionali emesse dal centro di calcolo della NASA, improntate ad un inverno particolarmente freddo sull'Europa.
Oggi vi proponiamo invece le proiezioni del modello IRI, che vedremo essere molto differenti da quelle NASA, sia nei risultati, sia nel metodo di elaborazione.
Il sistema di previsione utilizzato dall'IRI è una combinazione dei risultati di vari modelli previsionistici stagionali, tra i quali, ad esempio, il NSIPP statunitense, l'ECHAM 4.5 di provenienza europea, o il CCM3.
Facendo un ensemble di tali modelli stagionali, ne emerge una stagione invernale prevista decisamente mite per il nostro Continente.
Riguardo alle isoterme marine, è prevista un sostanziale rinforzo del Nino, che, se pur non a livelli elevati, dominerà le temperature oceaniche del Pacifico centrale raggiungendo il suo massimo proprio tra Dicembre e Febbraio prossimi.
Le temperature oceaniche saranno piuttosto elevate anche sull'Atlantico Settentrionale, mentre il Pacifico settentrionale continuerà la sua fase fredda.
Questa combinazione di SST (temperature oceaniche) persistenti e previste nella loro evoluzione nei prossimi mesi, notiamo come lo schema preveda inevitabilmente un Inverno mite in campo europeo, specie quello mediterraneo ed occidentale.
Probabilmente l'Inverno sarà normale sul Nord Europa, Russia e Siberia, nonché sul Nord America.
Spiccano gli Stati Uniti, che, dopo aver attraversato stagioni piuttosto fredde, con tutta probabilità verranno colpiti da un'altra stagione invernale gelida, specie sulle zone centro meridionali, per la concomitante influenza del Nino e delle anomalie negative oceaniche sul Pacifico Settentrionale.
Il massimo del Nino, come detto, lo si avrà nel trimestre invernale, così come le anomalie termiche positive saranno massime in questo trimestre, per poi decadere lentamente nei mesi successivi, anche se la stagione primaverile potrà essere di nuovo abbastanza mite.
Davvero singolare, dunque, il contrasto in atto tra previsioni Multimodel dell'IRI, che annunciano un'invernata mite in linea con le attese europee, con un Nino moderato in azione, e le previsioni di un modello come quello della NASA che prevedono invece un inverno dominato dalle correnti orientali fredde, in linea con le attese quando la QBO è negativa.
A noi non resta che evidenziare queste opposte linee di tendenza, e vedere poi nel proseguo quale delle due avrà avuto ragione.
Marco Rossi MTG
*Gelo*
13th November 2009, 12:21
Innanzitutto ad oggi abbiamo due fattori molto importanti a favore del freddo gia' presenti: La qbo negativa ed il minimo solare. Il Nino? é previsto in intensificazione.... ma se non dovesse essere cosi? E poi ribadisco il mio pensiero personale: Un indice ENSO con attivita' anche forte a parer mio nulla puo' contro una qbo-- ed un minimo solare quasi eccezionale.... Tradotto, io mi fido delle previsioni della NASA....;)
zioTibia
13th November 2009, 12:28
ciao Gelo,condivido in pieno il tuo pensiero,a parte il fatto che l'IRI è stato sempre caldista,se fosse per loro,saremo già desertificati.
Comunque ritengo molto più affidabili e con ottime probabilità di riuscita le proiezioni stagionali della Nasa,perchè i parametri ci sono tutti, QBO che continua ad essere negativa,ciò influisce sul Nino,e non lo fa rinforzare molto,poi abbiamo un minimo solare intenso nonchè prolungato,quindi come si fa a pensare ad un inverno mite ?
che me lo spieghino quelli dell' IRI,grazie.
biagiorobur
13th November 2009, 12:39
Anche perchè il Nino favorisce risalite subtropicali verso nord, ma non è detto che queste risalite debbano avvenire per forza sull' Italia. Se le risalite fossero più occidentali e qui conteranno molto anche le anomalie delle SST atlantiche, con QBO negativa si potrebbe ottenere il massimo delle soddisfazioni, con elevazioni continue con asse SW-NE e irruzioni continentali verso il mediterraneo centrale.
Rimane però l'ipotesi di un inverno mediamente anticiclonico e mite sulle nostre teste, e gelido invece su est europa e mediterraneo orientale. In tal caso solo i settori adriatici e estremo meridione potrebbero godere di qualche episodio freddo
*Gelo*
13th November 2009, 12:48
L'ipotesi dell'inverno mite l'abbiamo tutti gli anni Biagio, la nostra posizione geografica sotto certi versi ce lo impone.... Quindi non è poi cosi difficile prevedere un inverno mite alle nostre latitudini poichè gli inverni freddi e nevosi sono davvero una rarita', specialmente negli ultimi anni. Tuttavia quest'anno, almeno per il momento, il gioco dei fattori sembra essere sbilanciato verso una stagione invernale particolarmente fredda, era da molti anni che non si proclamava un inverno gelido, quest'anno le possibilita' ci sono e sono anche molte. Concordo pienamente sulla tua osservazione riguardo la posizione degli anticicloni ed il loro spostamento in caso di nino... Non è detto che questi debbano per forza proteggere l'Italia, anzi, con i loro spostamenti meridiani potrebbero proprio favorire la discesa di masse d'aria gelida da un est che quest'anno appare davvero in ottima salute... Io sono molto fiducioso per il prossimo inverno;)
andrew
13th November 2009, 13:10
Comunque sia i modelli ad oggi per il medio lungo periodo continuano a proporci hp subtropicali con solo qualche disturbo atlantico e poi quella massa di acque calde sull'atlantico portoghese mi fa davvero dubitare di un inverno gelido non voglio fare il pessimista ma la realtà è questa
*Gelo*
13th November 2009, 13:44
Andrew, tu sei un utente molto preparato ed io ti stimo molto. Pero' consentimi di dissentire da questo tuo pensiero che rispetto ma non condivido assolutamente. Cio' che sara' il prossimo inverno lo potremo constatare solo nei prossimi mesi, non ci sono modelli o proiezioni che tengano, sappiamo tutti molto bene che oltre le 72 ore è tutto un rebus. Ora se si vuole dipingere gia' la scena desolante del prossimo inverno solo perchè è previsto qualche giorno di Hp onestamente mi sembra un tantino esagerato. Intanto ricordiamo che per noi i mesi clou sono Dicembre-Gennaio e Febbraio, con questo voglio dire che per quanto mi riguarda a Novembre l'Hp puo' anche durare per tutto il mese... Per il freddo vero bisogna attendere l'inverno, siamo ancora in pieno autunno... Mai come questa'nno sono fiducioso e speranzoso per una buon esito della stagione fredda, non sara' certo un Hp di quanche giorno a rovinare i miei sogni e a smentire le mie tesi... Enso previsto in fase moderata-forte, al contempo pero' Qbo negativa e minimo solare pronunciato.... Non lasciamoci influenzare da un solo fattore (Nino) altrimenti sarebbe fin troppo facile prevedere le sorti di una stagione, non credi? Buona giornata;)
andrew
13th November 2009, 16:35
Hai ragione da vendere è solo che vedere sempre quel gobbo di Algeri pronto ad invaderci è veramente triste e desolante e in giro non si fa che leggere che questo sarà un super inverno con gelo tempeste e compagnia bella io rimango coi piedi ben piantati per terra ed è un pò come i modelli oltre le 200 ore non vanno minimamente prese in considerazione e questo che voglio far capire non voglio fare ne il pessimista ne altro sono solo un tantinello impaziente di vedere una bella massa gelida pronta a invaderci la scorsa settimana era uno spettacolo con quel bel vortice tirrenico a carattere freddo e ne prevedevano un'altro per questo fine settimana e invece dal nulla è spuntata la solita hp nord africana e chiedo scusa se forse sono stato pesante :) ciao e buona giornata anche a te :)
*Gelo*
13th November 2009, 18:34
Non devi chiedere scusa a nessuno, questo è un forum e qui ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni, il mio intrevento non aveva nulla di personale verso di te. Volevo solo intendere che bisogna avere pazienza e non farsi mai scoraggiare, gia' viviamo in un paese molto mite, se poi ci mettiamo anche il pessimismo diventa tutto piu' difficile, realisti si, ma mai darsi per vinti,ne esaltarsi, pero' se ci autopriviamo anche della speranza, cosa ci rimane per confidare in un buon inverno? Ciao ;)
andrew
13th November 2009, 18:41
Non ti preoccupare tutto ok :) e speriamo veramente di vivere qualcosa di divertente nei prossimi mesi ;)
bora71
18th November 2009, 00:05
PREVISIONI PER L'INVERNO DA METEOTRIVENETO
Potrebbe essere ancora prematuro, ma mi voglio esporre personalmente mettendo nero su bianco la mia idea sulla tendenza per l'inverno a venire. L'evoluzione teleconnettiva oceanica e troposferica sembra ormai essere sufficientemente dipanata per poter formulare delle ipotesi
prognostiche di massima.
Analisi TLC invernali oceaniche:
ENSO+ (</= 1.0)
PDO deb neg.
AMO deb pos.
Prognosi:
Inverno a trazione posteriore, tipicamente QBO-, teleconnettivamente molto simile all'inverno 1986-87. Dicembre di stampo autunnale almeno fino alla metà con successiva repentina tendenza al raffreddamento causata da ripetuti flussi freddi gradualmente di origine sempre più continentale.
Gennaio e Febbraio mediamente sottomedia termica (87-2008) con episodi marcatamente freddi e perturbati più probabili nella prima quindicina di gennaio e intorno alla metà di febbraio, causati prevalentemente da retrogressioni continentali pilotate da un anticiclone russo fortemente sbilanciato verso l'Europa centro-settentrionale, in successivo ingresso dalla porta del Rodano con intense ciclogenesi mediterranee.
Recrudescenze anche severe di tipo invernale si potranno estendere anche alla prima metà di Marzo, che potrebbe risultare un mese tipicamente invernale.
Pur in un contesto di precipitazioni anche se di poco inferiori alla media, specie sui rilievi, ci potrebbero essere diverse occasioni per vedere nevicate con accumulo in pianura a partire dalla fine di Dicembre e possibili fino alla prima metà di Marzo.
Non ci saranno aggiornamenti.
_________________
Remigio Zago
*Gelo*
18th November 2009, 12:03
Beh, niente male, speriamo che sia cosi :D:D:D Quest'anno abbiamo le carte in regola per poterci divertire parecchio.... ;)
bora71
19th November 2009, 22:38
Previsioni inverno 2009/10 per il NordEst
A cura di Andrea Bascarin, emesse il 17/11/2009 alle 16.40
Prefazione:
Nel complesso sarà un inverno con temperature attorno alla media e precipitazioni nel complesso inferiori ai valori medi climatologici. Più nel dettaglio: dicembre sarà un mese relativamente mite con precipitazioni inferiori alla media, gennaio il mese più invernale con le maggiori precipitazioni, mentre febbraio sarà allineato alla media sia dal lato termico che pluviometrico.
MESE di DICEMBRE:
Sarà un mese con un andamento termico superiori alla media (+0,4°C/+0,7°C). Precipitazioni: inferiori alle medie su gran parte del territorio del NordEst.
Nel dettaglio:
Prima decade: Quasi tutta la decade sarà all'insegna del tempo freddo per la prevalenza di correnti orientali ma con pochi fenomeni associati. Gelate notturne diffuse. Verso la fine della fase arriva clima più umido, con nebbie sempre più fitte e ventilazione debole e nuvolosità stratificata con aumento generale delle temperature e venti in rotazione occidentali.
Temperature indicative: -2°C/0°C le minime e 5°C/7°C le massime.
Seconda decade: La presenza di un'Alta pressione mite favorisce tempo umido e nebbioso, con inversioni termiche nelle pianure e temperature relativamente miti sui rilievi. Dal giorno 15-16 perturbazioni atlantiche portano piogge sparse e nevicate a quote medio-alte, con ventilazione occidentale e temperature ancora miti per il periodo.
Temperature indicative: 2°C/4°C le minime e 5°C/7°C le massime.
Terza decade: Le correnti atlantiche avranno ancora una predominanza per tutta la fase, alternata a brevi pause Anticicloniche che favoriscono clima nebbioso e umido ma non particolarmente freddo, con occasionali gelate nelle pianure più interne. La neve cadrà sui rilievi a quote medio-alte. Venti in prevalenza occidentali o meridionali. Alla fine dell'anno si affaccia aria fredda dalla Russia per un forte Anticiclone su Europa centro orientale con l'arrivo di venti da NordEst sempre più freddi e secchi che spazzeranno il clima uggioso. Temperature in forte calo.
Temperature indicative: 2°C/4°C le minime e 4°C/6°C le massime.
MESE di GENNAIO:
Mese in cui prevale andamento termico inferiore alle medie(-0,3°C/-0,5°C). Precipitazioni superiori alla media su gran parte del territorio, in particolare sul Friuli Venezia Giulia, Medio e Basso Veneto.
Nel dettaglio:
Prima decade: La figura dell'Alta pressione Russa si farà sentire, in questo inizio di anno 2010, con correnti orientali, favorendo un sensibile raffreddamento e l'arrivo di alcuni impulsi gelidi dal Nord Europa, con nevicate a quote molto basse, in particolare su Friuli Venezia Giulia e coste Venete fino all'Emilia Romagna. Venti anche forti orientali, gelate diffuse, possibili punte di gelo negative a due cifre nelle zone più interne.
Temperature indicative: -2°C/-5°C°C le minime 2°C/4°C le massime.
Seconda decade: L'ondata di freddo sembra esaurirsi con l'ingresso delle correnti atlantiche che favoriscono precipitazioni nella prima fase, con nevicate fino a quote basse e diffuse sui rilievi, con venti in rotazione occidentali e generale aumento termico. Dal giorno 15-16 di nuovo tempo più stabile per nuova influenza dell'Alta pressione Russa con correnti orientali e nuovo sensibile calo termico con gelate notturne ma cieli in prevalenza sereni e buona visibilità.
Temperature indicative: 0°C/2°C le minime e 5°C/7°C le massime.
Terza decade: Un fascia di Alte pressioni sul Nord Europa favorisce una nuova severa ondata di freddo sul nostro territorio, con impulsi gelidi lungo l'Adriatico e possibili nevicate fino a quote molto basse sul Friuli Venezia Giulia, Veneto orientale ed Emilia Romagna, in particolare fino al giorno 26. Venti intensi orientali con gelate diffuse, buona la visibilità. Negli ultimi giorni interferenze atlantiche con nuove nevicate inizialmente sul Veneto occidentale ed Emilia e sui rilievi in genere, con clima più umido e venti in rotazione meridionali, foschie anche dense.
Temperature indicative: -3°C/-5°C le minime 3°C/5°C le massime.
MESE di FEBBRAIO:
Mese dal lato termico vicino alle medie (-0,2°C/+0,3°C) con precipitazioni nel complesso intorno alla media su gran parte del territorio.
Nel dettaglio:
Prima decade: Una fascia di alta pressione dalle medie latitudini riporta tempo stabile sul nostro territorio, con clima umido e freddo e con inversioni termiche nelle pianure e possibili gelate notturne. Qualche annuvolamento stratiforme sui rilievi e alte pianure, ma con bassa probabilità di precipitazioni. Venti deboli occidentali.
Temperature indicative: -1°C/2°C le minime e 6°C/8°C le massime.
Seconda decade: Una intensa ondata di freddo sull'Europa centro orientale a causa della disposizione di Alte pressioni molto a Nord, interesserà marginalmente anche l'Italia ma senza fenomeni di rilievo salvo il Friuli Venezia Giulia, costa Veneta e l'Emilia Romagna, con deboli possibili brevi nevicate fino a bassa quota. Venti orientali moderati, gelate diffuse, buona visibilità.
Temperature indicative: -3°/-5°C le minime e 6°C/8°C le massime.
Terza decade: Il tempo stabile sembra tornare a prevalere anche per questo ultimo mese invernale, con gelate notturne, aria piuttosto secca con buona visibilità, venti ancora orientali. Dal 25-26 annuvolamenti per perturbazioni atlantiche con locali precipitazioni sui rilievi, alte pianure e Friuli Venezia Giulia, con temperature in aumento e venti meridionali.
Temperature indicative: -2°C/0°C le minime e 8°C/10°C le massime.
PS: Le prime elaborazioni per la stagione primaverile indicano nel complesso una stagione SOTTOMEDIA per il NordEst, con indicativamente: MARZO e APRILE più freddi delle medie e precipitazioni superiori alla media, MAGGIO vicino alle medie storiche dal lato termico con precipitazioni sottomedia.
bora71
25th November 2009, 18:32
Dicembre e Gennaio depressionari, Febbraio freddo..
Sono le nuove previsioni emesse dal modello matematico IBIMET in funzione al CNR: ci sono abbastanza coincidenze con le previsioni a lungo termine dei modelli statunitensi.
Marco Rossi: 25-11-2009 ore 08:02
Al momento attuale, sembra che la maggior parte dei modelli di previsione a lunghissimo termine, si stiano orientando verso una prima parte dell'Inverno perturbata, ma anche mite, mentre in un secondo momento dovrebbero prevalere le temperature più basse, con freddo proveniente da est.
Il modello IBIMET del CNR non sembra distanziarsi da questa linea di tendenza, nella sua nuova emissione del mese di Novembre.
Tale modello si distingue dagli altri modelli matematici a lungo termine, per il fatto che prende in considerazione le possibili anomalie del geopotenziale, temperature e precipitazioni sul Mediterraneo, correlate con le indicazioni di alcuni indici atmosferici ed oceanici verificatisi alcuni mesi prima.
Esaminando allora l'emissione per il mese di Dicembre 2009, notiamo subito un geopotenziale nettamente inferiore al normale su tutto il Mediterraneo, con correnti in prevalenza di origine atlantica, e piogge generalmente superiori alla norma sulla nostra Penisola.
Anche le temperature appaiono comunque superiori alla norma, in particolare al Centro Sud, confermando una tendenza mite per questo inizio della stagione invernale.
Gennaio 2010 si presenterà ancora più perturbato, con una accentuata anomalia negativa di gepotenziale ed una depressione prevalente sulla nostra Penisola.
Tale maltempo provocherà precipitazioni nettamente superiori alla norma su tutta l'Italia, anche se le temperature sono previste di nuovo superiori alla norma, in particolare al Centro Sud.
Infine, Febbraio 2010 potrebbe invece essere anticiclonico, con anomalie positive di geopotenziale, ma anche più freddo, in particolare su tutti i versanti orientali italiani, interessati probabilmente da afflussi di aria fredda dai Balcani.
Questo modello dà risultati piuttosto buoni nelle previsioni per il mese successivo, anche se l'attendibilità è più bassa a scadenza più lunga.
Attendiamo quindi, come al solito, la sua verifica "sul campo", valutando l'andamento del prossimo mese di Dicembre.
Marco Rossi MTG
marco.sbrilli
6th December 2009, 12:35
Dicembre e Gennaio depressionari, Febbraio freddo..
Sono le nuove previsioni emesse dal modello matematico IBIMET in funzione al CNR: ci sono abbastanza coincidenze con le previsioni a lungo termine dei modelli statunitensi.
Marco Rossi: 25-11-2009 ore 08:02
Al momento attuale, sembra che la maggior parte dei modelli di previsione a lunghissimo termine, si stiano orientando verso una prima parte dell'Inverno perturbata, ma anche mite, mentre in un secondo momento dovrebbero prevalere le temperature più basse, con freddo proveniente da est.
Il modello IBIMET del CNR non sembra distanziarsi da questa linea di tendenza, nella sua nuova emissione del mese di Novembre.
Tale modello si distingue dagli altri modelli matematici a lungo termine, per il fatto che prende in considerazione le possibili anomalie del geopotenziale, temperature e precipitazioni sul Mediterraneo, correlate con le indicazioni di alcuni indici atmosferici ed oceanici verificatisi alcuni mesi prima.
Esaminando allora l'emissione per il mese di Dicembre 2009, notiamo subito un geopotenziale nettamente inferiore al normale su tutto il Mediterraneo, con correnti in prevalenza di origine atlantica, e piogge generalmente superiori alla norma sulla nostra Penisola.
Anche le temperature appaiono comunque superiori alla norma, in particolare al Centro Sud, confermando una tendenza mite per questo inizio della stagione invernale.
Gennaio 2010 si presenterà ancora più perturbato, con una accentuata anomalia negativa di gepotenziale ed una depressione prevalente sulla nostra Penisola.
Tale maltempo provocherà precipitazioni nettamente superiori alla norma su tutta l'Italia, anche se le temperature sono previste di nuovo superiori alla norma, in particolare al Centro Sud.
Infine, Febbraio 2010 potrebbe invece essere anticiclonico, con anomalie positive di geopotenziale, ma anche più freddo, in particolare su tutti i versanti orientali italiani, interessati probabilmente da afflussi di aria fredda dai Balcani.
Questo modello dà risultati piuttosto buoni nelle previsioni per il mese successivo, anche se l'attendibilità è più bassa a scadenza più lunga.
Attendiamo quindi, come al solito, la sua verifica "sul campo", valutando l'andamento del prossimo mese di Dicembre.
Marco Rossi MTG
Diciamo che è stato abbastanza preciso, per quel che riguarda dicembre anche in merito alle temperature:)Ovviamente spero, che le attuali emissioni dei principali modelli, riescano ad avere la meglio sulle previsioni stagionali:)Cosa che non dovrebbe essere molto difficile:D
bora71
24th December 2009, 13:09
Ibimet: per l'Italia gennaio perturbato
La proiezione stilata dall'istituto di climatologia Ibimet ci propone questa mappa che identifica le anomalie del geopotenziale alla quota di 850hPa (circa 1500 metri) e dunque la possibile collocazione dei centri di alta e bassa pressione per il prossimo mese di gennaio. Risulta piuttosto probabile che sul basso Atlantico vadano a confluire diversi nuclei depressionari, mentre alle latitudini elevate potrebbe stazionare a più riprese un possente anticiclone. Tale status porterebbe sull'Italia l'alternanza di masse d'aria dalle caratteristiche molto diverse, con possibilità di tempo spesso perturbato, a volte anche freddo e nevoso, altre molto più mite e piovoso. Nel mese invernale per eccellenza dunque nessun anticiclone in vista. Report Luca Angelini.
http://meteolive-dev.leonardo.it/gestione/multimedia/efef5cf4_20091223_213811.gif
fresh
24th December 2009, 14:19
Ibimet: per l'Italia gennaio perturbato
La proiezione stilata dall'istituto di climatologia Ibimet ci propone questa mappa che identifica le anomalie del geopotenziale alla quota di 850hPa (circa 1500 metri) e dunque la possibile collocazione dei centri di alta e bassa pressione per il prossimo mese di gennaio. Risulta piuttosto probabile che sul basso Atlantico vadano a confluire diversi nuclei depressionari, mentre alle latitudini elevate potrebbe stazionare a più riprese un possente anticiclone. Tale status porterebbe sull'Italia l'alternanza di masse d'aria dalle caratteristiche molto diverse, con possibilità di tempo spesso perturbato, a volte anche freddo e nevoso, altre molto più mite e piovoso. Nel mese invernale per eccellenza dunque nessun anticiclone in vista. Report Luca Angelini.
http://meteolive-dev.leonardo.it/gestione/multimedia/efef5cf4_20091223_213811.gifnessun anticiclone in vista,ma molte probabilita' di avere temp. miti specie al centro-sud:rolleyes:(guarda caso:D) per ingerenza atlantica.....
bora71
29th December 2009, 13:41
Da alcune settimane Regno Unito e Irlanda stanno sperimentando condizioni climatiche decisamente poco 'atlantiche', con nevicate e rigori termici tipici dell'Europa centro orientale. Una situazione che sta mettendo nuovamente in imbarazzo le proiezioni stagionali del Met Office, orientate anche stavolta verso il caldo anomalo. L'attuale ondata di gelo non è un fatto isolato, infatti si inserisce in un particolare trend climatico cominciato nel 2007. Da allora si sono avuti inverni freddi ed estati eccezionalmente piovose, cioè l'esatto contrario di quanto pronosticato dai super-computer. L'attuale bilancio parla di 5 proiezioni consecutive sbagliate: 3 estive e 2 invernali, tutte affette da una marcata sovrastima delle temperature reali e da una pesante sottostima delle precipitazioni effettive. Ma cosa sta mandando in subbuglio alcuni tra i modelli matematici più potenti al mondo? E soprattutto, dov'è finita la proverbiale mitezza degli inverni britannici?
3bmeteo
biagiorobur
29th December 2009, 14:01
Da alcune settimane Regno Unito e Irlanda stanno sperimentando condizioni climatiche decisamente poco 'atlantiche', con nevicate e rigori termici tipici dell'Europa centro orientale. Una situazione che sta mettendo nuovamente in imbarazzo le proiezioni stagionali del Met Office, orientate anche stavolta verso il caldo anomalo. L'attuale ondata di gelo non è un fatto isolato, infatti si inserisce in un particolare trend climatico cominciato nel 2007. Da allora si sono avuti inverni freddi ed estati eccezionalmente piovose, cioè l'esatto contrario di quanto pronosticato dai super-computer. L'attuale bilancio parla di 5 proiezioni consecutive sbagliate: 3 estive e 2 invernali, tutte affette da una marcata sovrastima delle temperature reali e da una pesante sottostima delle precipitazioni effettive. Ma cosa sta mandando in subbuglio alcuni tra i modelli matematici più potenti al mondo? E soprattutto, dov'è finita la proverbiale mitezza degli inverni britannici?
3bmeteo
Domani parto per l'Irlanda e ci resto fino al 4 gennaio, farà molto freddo secondo le previsioni, potrebbe nevicare la notte di Capodanno e nei giorni successivi le temperature saranno prevalentemente sotto zero con correnti fredde da est.
Quando domani sera arrivo là è prevista una tempesta di vento artica da NE con possibile neve
isoterme a 850hpa sempre comprese tra -6° e -9°
andrew
29th December 2009, 14:03
Da alcune settimane Regno Unito e Irlanda stanno sperimentando condizioni climatiche decisamente poco 'atlantiche', con nevicate e rigori termici tipici dell'Europa centro orientale. Una situazione che sta mettendo nuovamente in imbarazzo le proiezioni stagionali del Met Office, orientate anche stavolta verso il caldo anomalo. L'attuale ondata di gelo non è un fatto isolato, infatti si inserisce in un particolare trend climatico cominciato nel 2007. Da allora si sono avuti inverni freddi ed estati eccezionalmente piovose, cioè l'esatto contrario di quanto pronosticato dai super-computer. L'attuale bilancio parla di 5 proiezioni consecutive sbagliate: 3 estive e 2 invernali, tutte affette da una marcata sovrastima delle temperature reali e da una pesante sottostima delle precipitazioni effettive. Ma cosa sta mandando in subbuglio alcuni tra i modelli matematici più potenti al mondo? E soprattutto, dov'è finita la proverbiale mitezza degli inverni britannici?
3bmeteo
A dire il vero le glaciazioni che hanno interessato il nostro pianeta sono più di cinque, la prima identificazione di un periodo glaciale risale addirittura al Carbonifero, un piano dell'era più antica del pianeta, il Paleozoico (oltre 500 milioni di anni fa). Sono comunque quelle del quaternario (neozoico), l'era più recente, ad essere state meglio studiate. Esse sono come dicevamo almeno cinque (l'ultima risale a 10.000 anni fa) e si caratterizzano dall'aver avuto tra l'una e l'altra dei periodi lunghi, anche migliaia di anni, con clima molto mite, anzi, decisamente più caldo dell'attuale, fin anche di tipo subtropicale nel Mediterraneo. Potrebbe essere stata proprio quell'anomalia termica positiva a determinare la risposta glaciale successiva? Molti scienziati pensano di si. Il problema è identificare, se ce n'è stato uno, il punto di partenza di un simile processo di deterioramento climatico. Ad oggi il principale meccanismo naturale non atmosferico in grado di rappresentare una vera e propria valvola di sicurezza per il nostro clima è il famoso nastro trasportatore. Senza addentrarci in spiegazioni troppo complesse diremo che il nastro trasportatore è un processo messo in moto dal continuo affondamento alle latitudini sub polari di acqua fredda verso il fondo dell'oceano. Un affondamento che induce un richiamo superficiale di acqua più mite dalle latitudini temperate. Con un'animazione ci chiariremo meglio:
La continua sostituzione di acqua superficiale fredda con acqua più calda mantiene uno status climatico ottimale laddove si risente di questo flusso di ritorno. Il settore interessato dagli effetti benefici del nastro trasportatore è praticamente tutto il nord Atlantico e gran parte dell'Europa fino alle latitudini più settentrionali. I nostri inverni sono molto più miti infatti, a parità di latitudine, di quelli americani ma quel che conta è che qualsiasi perturbazione proveniente dal nord Atlantico non porta mai il gelo sui nostri paesi perchè attraversa un settore oceanico mitigato dalle acque calde di cui parlavamo sopra.
Proprio durante il corso di quest'ultimo inverno abbiamo potuto toccare con mano la differenza tra un flusso atlantico che non c'è stato se non all'inizio ed un flusso settentrionale continentale, atavicamente lungo che ha portato per più di 40 giorni consecutivi ripetute ondate di freddo con gelo e neve sul nostro paese.
Senza entrare nel dettaglio italiano diremo più semplicemente che grazie alla mitezza delle acque superficiali del nord Atlantico, l'Europa ha degli inverni mediamente miti perché generalmente il motore autunnale ed invernale sta sull'Atlantico. Cosa succederebbe se all'improvviso o nell'arco di pochi decenni il nastro trasportatore si fermasse?
La temperatura superficiale del nord Atlantico scenderebbe mentre salirebbe nei settori meridionali per esempio in prossimità delle coste occidentali europee o nord africane. Questo probabilmente influirebbe sulla posizione delle grandi figure bariche dominanti nel nostro emisfero, per esempio sulla posizione dell'anticiclone delle Azzorre che potrebbe salire oltremodo verso nord grazie alla superficie del mare più fredda.
Nel contempo una grossa area ciclonica, grossa almeno quanto quella che normalmente si forma nel nord Atlantico nel periodo invernale, potrebbe instaurarsi alle medie e basse latitudini per l'effetto proprio dell'arrivo di correnti fredde da Nordest innescate dalla posizione dell'anticiclone.
Questo nuovo assetto potrebbe costituire l'innesco di una serie di mutamenti climatici estremi in cui si inserirebbero anche estati particolarmente calde sull'Europa e particolarmente fredde sul nord America e sul Canada ma anche sulla Groenlandia e sull'Islanda circondate da acque marine che andrebbero progressivamente a gelare per un allargamento della banchisa.
Probabilmente la stessa Islanda tenderebbe poi con gli anni ad unirsi alla Groenlandia con un lungo ponte di ghiaccio che sostituirebbe lo stretto di Danimarca. A quel punto le estati comincerebbero ad essere sempre meno calde e più brevi oltre il 50° parallelo. Il gelo nell'arco di pochi anni abbraccerebbe gran parte del mar glaciale artico estendendosi al mar della Norvegia.
E' facile intuire le conseguenze di un simile allargamento del fronte dei ghiacci polari sul clima europeo. In inverno tutte le perturbazioni, sia quelle provenienti dal nord Atlantico ma soprattutto quelle provenienti dal mare del Nord porterebbero gelo e neve non trovando alcun riscaldamento lungo il loro percorso. La Scozia gelerebbe, l'Inghilterra sarebbe colpita da continue bufere di neve che grazie al contributo umido dell'oceano produrrebbero colossali accumuli. Stessa situazione in Scandinavia e e sui paesi Baltici.
Nel contempo gli inverni americani diverrebbero ancor più rigidi trovando una continuità spaziale verso il comparto europeo ed unendosi con gli inverni russi attraverso la pianura di ghiaccio che attraverserebbe senza interruzione il Canada la Groenlandia ed il Mar glaciale Artico. Tale cintura di gelo altro non farebbe che abbassare ulteriormente la temperatura di tutto l'emisfero settentrionale. Nel giro di pochi anni l'intera Europa centro settentrionale, il Nord America e l'Asia centro settentrionale gelerebbero completamente.
Il Mediterraneo perderebbe la sua mitezza e si raffredderebbe causando la scomparsa dell'omonimo clima. I ghiacciai alpini crescerebbero a dismisura fino a raggiungere con i fronti più avanzati le pianure settentrionali. Le città pedemontane scomparirebbero sotto una coltre di neve e per le città di pianura la situazione sarebbe poco diversa. Le estati sarebbero brevissime e spesso perturbate, gli inverni rigidi, lunghi e nevosi. Ma il rischio più grande sarebbe quello economico , una catastrofe che non lascerebbe scampo.
Questo scenario apocalittico che farebbe rabbrividire persino i più accaniti nivofoli non è pura fantascienza ma l'ipotesi più accreditata dagli scienziati nel caso in cui il nastro trasportatore dovesse bloccarsi. Ma perchè dovrebbe farlo? Perchè il pianeta si sta riscaldando e le calotte polari si stanno sciogliendo. Globalwarming oppure no, se il processo di riscaldamento continuerà per esempio anche con una sequela di estati caldissime come quella del 2003, le acque dolci di scioglimento delle calotte polari invaderanno i settori sub polari sostituendosi in superficie a quelle miti e temperate provenienti dai tropici. Essendo infatti queste ultime salate tenderebbero per densità a stare sotto quelle dolci interrompendo il processo di mitigazione. Da qui si capisce che la chiave di volta di un'eventuale nuova glaciazione potrebbe essere proprio il settore nord Atlantico ed europeo. Esso costituisce infatti la più grande soluzione di continuità continentale alle alte latitudini. Ricordiamo infatti che America e Asia sono separate soltanto dal brevissimo stretto di Bering a nord del quale è già Mar glaciale artico.
Mentre America ed Europa sono molto distanti tra loro. Proprio questa distanza consente l'esistenza del nastro trasportatore. Esiste quindi una discontinuità sia geografica che climatica ma la discontinuità geografica è fatta di acqua che in caso di congelamento diverrebbe di fatto porzione di continente. Naturalmente sono tutte teorie, confutabilissime ma non per questo scartabili, non dimentichiamoci che sono cose già accadute, e questa non è teoria. Ci fu un tempo in cui le palme crescevano in Siberia, un tempo in cui l'Italia era un arcipelago tropicale circondato da enormi barriere coralline. Tutto può e dovrà ancora accadere...
A cura di Carlo Migliore | 14 Marzo 2005 08:02:52
andrew
29th December 2009, 14:06
Che stia cominciando a succedere?
bora71
31st December 2009, 14:13
PREVISIONI PER GENNAIO
Prima decade:b/> durante i primi 10 giorni del mese uno dei lobi gelidi del Vortice Polare tenderà a localizzarsi sulla Scandinavia favorito dalla presenza di una area di alta pressione a tutte le quote tra Labrador, Groenlandia ed Islanda. Da quella posizione correnti gelide, favorite dalla temporanea chiusura della Porta Atlantica scenderanno di latitudine, interessando l'Europa centrale ed orientale. L'aria fredda valicherà le Alpi e si porterà velocemente al Centrosud. Contemporaneamente il nuovo afflusso di umide correnti occidentali riporterà la neve in pianura al Centronord e nuove abbondanti piogge sui settori tirrenici ed al Sud. Nel complesso le temperature risulteranno inferiori alle medie al Nord, in media al Centro e superiori alla normale al Sud. Surplus precipitativo quasi ovunque ad eccezione dei versanti adriatici.
Seconda decade: Le correnti zonali atlantiche si faranno via via più intense per merito di un vortice polare ricostituito da un repentino raffreddamento in alta stratosfera. Durante i primi 5 giorni ci attendiamo l'isolamento di una anomalia di alta pressione sulla Scandinavia che complice ancora correnti atlantiche persistenti porterà ancora diffusa instabilità per l'interferenza tra le correnti fredde settentrionali e quelle più miti mediterranee. In questo frangente ci sarà la possibilità di nevicate fino a bassa quota ancora al Centronord ma anche sul versante Adriatico. Una azione che potremo definire a tenaglia durante la quale aria fredda in quota entrerà dalla valle del Rodano mentre correnti fredde al suolo raggiungeranno la nostra Penisola dalla porta della Bora. Nei successivi 5 giorni si assisterà ad un graduale ristabilimento delle condizioni su tutta la Penisola con occasione per diffuse gelate su Valpadana e valli interne del Centrsud. Termicamente ci attendiamo una seconda decade con temperature inferiori alle medie e con precipitazioni oltre le medie su tutto lo Stivale.
Terza decade:Molta incertezza risiede su questa parte dell'anno. Le nostre stime riportano una certa invadenza anticiclonica sull'Europa occidentale e affondi freddi di aria polare marittima su Europa centrale ed orientale. L'Italia si troverà nella zona di confine, con correnti prevalentemente settentrionali ma secche. I settori maggiormente esposti ad affondi freddi ed instabili risulteranno quelli adriatici e meridionali della Penisola mentre molto probabilmente Valpadana e medio-alto versante Tirrenico farebbero i conti con un periodo più stabile e soleggiato anche se piuttosto freddo al mattino. Nel complesso avremmo una decade più fredda su gran parte della Penisola ma con valori pluviometrici inferiori alla norma.
A cura di Paolo Coccimiglio
3bmeteo
quebec
31st December 2009, 14:57
PREVISIONI PER GENNAIO
Prima decade:b/> durante i primi 10 giorni del mese uno dei lobi gelidi del Vortice Polare tenderà a localizzarsi sulla Scandinavia favorito dalla presenza di una area di alta pressione a tutte le quote tra Labrador, Groenlandia ed Islanda. Da quella posizione correnti gelide, favorite dalla temporanea chiusura della Porta Atlantica scenderanno di latitudine, interessando l'Europa centrale ed orientale. L'aria fredda valicherà le Alpi e si porterà velocemente al Centrosud. Contemporaneamente il nuovo afflusso di umide correnti occidentali riporterà la neve in pianura al Centronord e nuove abbondanti piogge sui settori tirrenici ed al Sud. Nel complesso le temperature risulteranno inferiori alle medie al Nord, in media al Centro e superiori alla normale al Sud. Surplus precipitativo quasi ovunque ad eccezione dei versanti adriatici.
Seconda decade: Le correnti zonali atlantiche si faranno via via più intense per merito di un vortice polare ricostituito da un repentino raffreddamento in alta stratosfera. Durante i primi 5 giorni ci attendiamo l'isolamento di una anomalia di alta pressione sulla Scandinavia che complice ancora correnti atlantiche persistenti porterà ancora diffusa instabilità per l'interferenza tra le correnti fredde settentrionali e quelle più miti mediterranee. In questo frangente ci sarà la possibilità di nevicate fino a bassa quota ancora al Centronord ma anche sul versante Adriatico. Una azione che potremo definire a tenaglia durante la quale aria fredda in quota entrerà dalla valle del Rodano mentre correnti fredde al suolo raggiungeranno la nostra Penisola dalla porta della Bora. Nei successivi 5 giorni si assisterà ad un graduale ristabilimento delle condizioni su tutta la Penisola con occasione per diffuse gelate su Valpadana e valli interne del Centrsud. Termicamente ci attendiamo una seconda decade con temperature inferiori alle medie e con precipitazioni oltre le medie su tutto lo Stivale.
Terza decade:Molta incertezza risiede su questa parte dell'anno. Le nostre stime riportano una certa invadenza anticiclonica sull'Europa occidentale e affondi freddi di aria polare marittima su Europa centrale ed orientale. L'Italia si troverà nella zona di confine, con correnti prevalentemente settentrionali ma secche. I settori maggiormente esposti ad affondi freddi ed instabili risulteranno quelli adriatici e meridionali della Penisola mentre molto probabilmente Valpadana e medio-alto versante Tirrenico farebbero i conti con un periodo più stabile e soleggiato anche se piuttosto freddo al mattino. Nel complesso avremmo una decade più fredda su gran parte della Penisola ma con valori pluviometrici inferiori alla norma.
A cura di Paolo Coccimiglio
3bmeteo
Credo che un domanda te la sarai posta anche tu Pierluigi: Come si inserisce la prevista ripresa del Vp con le previsioni per la seconda decade? Un Vp attivo porta a tutt'altra cosa o no?:D
bora71
31st December 2009, 16:46
Credo che un domanda te la sarai posta anche tu Pierluigi: Come si inserisce la prevista ripresa del Vp con le previsioni per la seconda decade? Un Vp attivo porta a tutt'altra cosa o no?:D
dipende molto anche dall'entita' dell ripresa:rolleyes:
comunque una ripresa non sarebbe male come dice il nostro amico di meteotriveneto Neo..
"vedo positivamente un cambio del pattern emisferico e un ricompattamento del VP, proprio in ottica di possibili disturbi stratosferici futuri. Non dimentichiamo che fasi prolungate di AO molto negativa alla fine possono essere deleterie forse al pari di AO molto positiva. Entrambe le situazioni tendono per motivi opposti a raffreddare l'alta stratosfera. E' bene tenere a mente che qualsiasi strato atmosferico con velocità antizonali impone irrevocabilmente la dissipazione della propagazione verticale d’onda, va da se che un riscaldamento intenso in medio bassa stratosfera può andare a "bloccare" la propagazione (alle quote superiori la stratosfera tenderà a raffreddarsi). Nella situazione opposta logicamente si dovrà fare i conti con il cosiddetto “wave Breaking”, ovvero l’ondulazione procedendo con la quota diviene evanescente a causa di velocità zonali elevate. Ad ogni modo entrambe le situazioni alla lunga possono essere fastidiose.
In questo caso un lento ricompattamento del VP dovrebbe favorire una logica ripresa del flusso di Eliassen e Palm, con un aumento di geopotenziali in alta strato tale da scongiurare il superamento della soglia del NAM... staremo a vedere"
http://strat-www.met.fu-berlin.de/cgi-bin/ts?plot=waves&alert=1
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