Scolari
3rd October 2009, 12:36
L'ondata di influenza A H1N1, chiamata anche febbre suina, sembra per il momento risparmiare la Svizzera. Le autorità sanitarie prevedono nel corso dell'autunno da 1 a 2 milioni di malati, ma a tutt'oggi si assiste perfino a un calo dei casi influenzali.
"La proporzione di quelli che si rivelano positivi, tra i test che conduciamo, è in diminuzione", ha dichiarato all'ATS Virginie Masseret, responsabile della vaccinazione in seno all'Ufficio federale della sanità pubblica. Sono calate anche le consultazioni mediche per sospetta influenza. Una situazione, quella svizzera, in contrasto con quanto avviene in Paesi quali Francia e Inghilterra, dove la pandemia si è installata in maniera duratura.
"Le recenti fiammate di influenza A nel canton Uri e in Ticino mostrano tuttavia che il virus è presente", ha aggiunto Masseret. Le previsioni delle autorità "sono state forse troppo affrettate, ma non cambiano". Non è poi da escludere che la contenuta diffusione della malattia sia dovuta alle misure preventive adottate in questi mesi.
Se il Paese risulta relativamente meno colpito, ciò è dovuto "a un vero bagaglio di conoscenze nell'ambito della gestione dei rischi sanitari", secondo Sandro Cattacin, esperto di politica della salute e professore all'Università di Ginevra. Ma per Philippe Sudre, medico cantonale ginevrino, "non si evita un'ondata pandemica consigliando di lavar bene le mani"; a suo parere il ritardo nell'esplosione dell'influenza è da ascrivere alle condizioni meteo particolarmente clementi. "Ci siamo preparati al peggio, ma è possibile che il peggio non arrivi", ha commentato.
Fonte: Bluewin.ch
"La proporzione di quelli che si rivelano positivi, tra i test che conduciamo, è in diminuzione", ha dichiarato all'ATS Virginie Masseret, responsabile della vaccinazione in seno all'Ufficio federale della sanità pubblica. Sono calate anche le consultazioni mediche per sospetta influenza. Una situazione, quella svizzera, in contrasto con quanto avviene in Paesi quali Francia e Inghilterra, dove la pandemia si è installata in maniera duratura.
"Le recenti fiammate di influenza A nel canton Uri e in Ticino mostrano tuttavia che il virus è presente", ha aggiunto Masseret. Le previsioni delle autorità "sono state forse troppo affrettate, ma non cambiano". Non è poi da escludere che la contenuta diffusione della malattia sia dovuta alle misure preventive adottate in questi mesi.
Se il Paese risulta relativamente meno colpito, ciò è dovuto "a un vero bagaglio di conoscenze nell'ambito della gestione dei rischi sanitari", secondo Sandro Cattacin, esperto di politica della salute e professore all'Università di Ginevra. Ma per Philippe Sudre, medico cantonale ginevrino, "non si evita un'ondata pandemica consigliando di lavar bene le mani"; a suo parere il ritardo nell'esplosione dell'influenza è da ascrivere alle condizioni meteo particolarmente clementi. "Ci siamo preparati al peggio, ma è possibile che il peggio non arrivi", ha commentato.
Fonte: Bluewin.ch