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Visualizza versione completa : I campi magnetici dei getti delle stelle giovani


Scolari
27th November 2010, 12:57
La presenza di questa caratteristica fa pensare che i getti abbiano un'unico processo di formazione, comune anche ad analoghe emissioni da buchi neri e stelle di neutroni.

La presenza di un campo magnetico potrebbe essere una caratteristica comune dei getti di materia da stelle giovani: è questa la conclusione di uno studio che potrebbe aprire la strada a una migliore comprensione della fisica di tutti i tipi di getti cosmici e del ruolo dei campi magnetici nel processo di formazione stellare.

In tutto l'universo, i getti di particelle subatomiche hanno tre possibili origini: i buchi neri supermassicci al centro delle galassie, buchi neri più piccoli o stelle di neutroni che consumano il materiale delle stelle compagne e infine stelle giovani che si trovano ancora nella fase di raccolta del materiale che le circonda. Finora, i campi magnetici sono stati rivelati nei getti solo nei primi due casi, mentre per il terzo non si aveva evidenza ditretta.

“La nostra scoperta fornisce un forte indizio che tutti e tre i tipi di getti si originano da uno stesso fenomeno comune”, ha spiegato Carlos Carrasco-Gonzalez, ricercatore dell'Astrophysical Institute of Andalucia Spanish National Research Council (IAA-CSIC) e del National Autonomous University of Mexico (UNAM), che ha partecipato allo studio, pubblicato su Science.

Gli astronomi in questo caso hanno utilizzato il radiotelescopio Very Large Array (VLA) della National Science Foundation per studiare una stella giovane posta a circa 5500 anni luce dalla Terra denominata IRAS 18162-2048. Questa stella, probabilmente di 10 masse solari o più, sta proiettando materiali a distanza di 17 anni luce.

Osservando l'oggetto per 12 ore, è stato possibile rivelare che gli elettroni emessi si muovono velocemente in un campo magnetico, una caratteristica già riscontrata negli altri tipi di getti.

“In futuro, la combinazione di diversi tipi di osservazioni potrebbe fornire una visione complessiva di come i campi magnetici influenzino una stella giovane e ciò che le sta intorno: ciò rappresenterebbe un notevole progresso nella comprensione del processo di formazione stellare.”

Fonte: Lescienze.it