natoxcorrere
4th May 2010, 12:56
Vi pongo questa domanda per aprire un confronto su questa tematica!
Scolari
4th May 2010, 14:00
http://roma2011.blogosfere.it/images/nucleare.jpg
Come qualsiasi altra fonte di energia, ha i suoi lati positivi...
-produzione elevata di energia e senza emissioni di CO2.
-impianti sofisticati e con ristrittive normi di sicurezza.
... ma ha anche diversi lati negativi.
-inanzitutto gli effetti in caso di incidente potrebbero essere devastanti.
-occorrono migliaia di anni per il decadimento delle scorie radioattive.
-costi elevati per quanto concerne il mantenimento, lo smantellamento al termine della propria attività e per ragioni di sicurezza degli impianti.
http://www.istitutopontevaltellina.it/alunni/idro/mcch_centrale_i.htm_txt_mcch_impianto_cmp.gif
Qui si utilizza prevalentemente l'idroelettrico con l'ausilio di numerose dighe, la più grande è quella della Verzasca, inutile dire che oltre a tutti i suoi vantaggi...
-produzione elevata di energia.
-fonte di energia non inquinante.
-impianti sofisticati e con rispettive norme di sicurezza.
...anche questo sistema di produrre elettricità può tuttavia presentere dei lati negativi.
-anche in questo caso un eventuale incidente potrebbe comportare a conseguenze disastrose (devastanti inondazioni).
-costi piuttosto elevati per il mantenimento degli impianti.
Da precisare che ovviamente è una fonte di energia decisamente più sana rispetto al nucleare e non comporta a rischi per la salute del vicinato di una centrale.
L'Italia buona parte dell'energia elettrica (idroelettrica) l'acquista dalla Svizzera e dalla Francia.
Viceversa fonti di energia eolica (utilizzata anche in Italia) benchè non presenti rischi concreti in caso di incidente, è una fonte di produzione elettrica non inquinante e presenti costi meno elevati, tuttavia l'energia prodotta solo in certe condizioni di vento viene prodotta a intermittenza e dunque non può sostituire fonti di energia come l'idroelettrico il quale la potenza erogata può essere sempre controllata in base alle esigenze.
L'eolico risulta dunque efficace a complementere altre fonti di produzione elettrica esistenti (idroelettrico, combistibili fossili o nucleare).
marco.sbrilli
17th May 2010, 18:31
Io sono favorevole;)
E' l'unica fonte di energia che può veramente sostituire e sorpassare il petrolio. Tutto vero il discorso in merito alle scorie, e all'eventuale danno irreparabile che provocherebbe un eventuale incidente, ma è da considerare il rapporto costi benefici. Secondo me la bilancia pende sui benefici, ed è per questo che sono favorevole:)
natoxcorrere
11th June 2010, 12:17
Ma sul referedum nessuno ha niente da dire?
natoxcorrere
13th June 2010, 19:08
Deve essere stata una brutta sopresa, per il Segretario all'Energia degli Stati Uniti, Steven Chu, leggere la lettera indirizzatagli dal professor Ernest Sternglass. Una brutta sopresa perchè l'amministrazione Obama sta rilanciando l'uso dell'energia nucleare, poi perchè il professore insegna Fisica Radiologica alla Scuola di Medicina dell'Università di Pittsburgh, ed è anche Direttore del Radiation and Public Health Project. Soprattutto, è una brutta sorpresa perchè Sternglass non ha usato mezzi termini nella lettera che, attraverso Chu, ha inviato a tutto il Governo: "Sugli effetti del nucleare sulla saluta umana, gli scienziati hanno sempre sbagliato."
Si tratta di una dichiarazione molto forte, non solo perché viene da un professore emerito che è considerato uno dei massimi esperti mondiali nel settore della radioattività, ma anche perché si basa su analisi e dati che lasciano poco spazio ai dubbi. Sternglass invita anche Chu, e tutta l'amministrazione Obama, a prendere in considerazione l'idea di procedere all'eliminazione dei reattori e puntare sulle energie rinnovabili. La cosa che deve aver maggiormente sconvolto il Segretario all'Energia, probabilmente é il fatto che il professore è stato, negli ultimi trenta anni, un convinto sostenitore dell'uso dell'energia nucleare. Ed ora, proprio lui fa marcia indietro. Perché?
Secondo Sternglass, si tratta di "...un errore tragico e poco noto che è stato fatto dalla comunità medica e dei fisici, come me, durante i primi anni della Guerra Fredda, che ha avuto un ruolo importante nella crescita enorme dell’incidenza di malattie croniche come il cancro e il diabete, e quindi del costo dell’assistenza sanitaria nella nostra nazione."
Quale sarebbe l’errore? E' stato quello di "presumere che l’esposizione a radiazioni della popolazione conseguente al funzionamento dei reattori nucleari non avrebbe alcun effetto negativo sulla salute umana". Invece, le misure effettuate negli ultimi anni da un gruppo di medici ricercatori di Pittsburgh, porta a conclusioni opposte: "Questa ipotesi era basata sulla nostra esperienza di mezzo secolo di studi che non hanno mostrato alcun aumento rilevabile nei tassi di cancro per le persone che sono state esposte a raggi X a scopo diagnostico.
Ciò che non è stato compreso è che gli elementi radioattivi creati nella fissione dell'uranio, non hanno prodotto soltanto un piccolo aumento della quantità ricevuta dall’esterno come dose naturale di fondo. Invece, le particelle e i gas prodotti nel processo di fissione e rilasciati nell’ambiente, provocano danni da radiazioni di gran lunga maggiori di quelli provocati dai raggi X usati a scopo diagnostico, poiché i prodotti radioattivi di fissione e gli ossidi di uranio sono inalati e ingeriti con il latte, l’acqua potabile e il resto della dieta, concentrandosi in organi critici del corpo."
In pratica, il professore ammette che le vecchie misure di radioattività, e di interazione biologica, sono state fatte con i raggi X a scopo diagnostico. In pratica, con gli strumenti per le radiografie. Strumenti che hanno esposto i campioni non solo a dosi inferiori rispetto a quelle reali, ma anche a radiazione pura, e non, come avviene nella realtà, anche a isotopi di elementi chimici che non dovrebbero entrare in contatto con il nostro organismo.
"Così", continua la lettera di Sternglass, "lo iodio-131 attacca la tiroide e danneggia la produzione di ormoni della crescita e favorisce il cancro della tiroide; lo stronzio-90 si concentra nelle ossa, dove danneggia il midollo ematopoietico, provocando la leucemia, nonché danni ai globuli bianchi del sistema immunitario che combattono le cellule tumorali e i batteri; il Cesio- 137 si concentra nei tessuti molli come il seno e gli organi riproduttivi di maschi e femmine, e induce vari tipi di cancro in soggetti adulti, nei loro bambini, così come nelle generazioni successive."
Certo, il tutto viene fuori da una diffusa ignoranza che c'era soprattutto durante i primi anni '50, quando gran parte delle nostre attuali conoscenze in merito agli effetti biologici delle radiazioni appartenevano ancora alla fantascienza. Era l'epoca in cui i test nucleari su larga scala, soprattutto di tipo militare, molto più invasivi e pericolosi rispetto a qualunque reattore di una centrale, venivano fatti nel deserto del Nevada. All'epoca, non era ancora noto che gli effetti delle radiazioni sono decine o centinaia di volte più gravi per un bambino in età prenatale, ancora nel grembo della madre, e in generale per i bambini molto piccoli. Su questo argomento, il professore ha buona memoria, infatti ricorda: "Né si è scoperto, fino ai primi anni ‘70, che le esposizioni prolungate a radiazioni da prodotti di fissione che si accumulano nel corpo, sono molto più pericolose della stessa dose totale ricevuta in una breve esposizione ai raggi X".
Il risultato di questa mancanza di conoscenze sta nel fatto che sono state sbagliate, per decenni, le misurazioni dei rischi biologici presso tutte le installazioni nucleari, militari o civili che fossero. Con misurazioni sbagliate, tanti funzionari governativi poterono, dati numerici (sbagliati) alla mano, convincere la popolazione preoccupata, dicendo loro che i livelli di fallout nucleare erano talmente bassi da non poter produrre effetti negativi. E' stata l'epoca, ovunque tramontata tranne che in Finlandia e in Italia, del grande inganno "dell'atomo pacifico", l'epoca dello spegnimento delle centrali a carbone un po' in tutti gli USA, per sostituirle con "energia nucleare pulita".
La lettera del professore continua ricordando un tempo ormai passato, negli USA, che però ricorda terribilmente l'attualità italiana: "Così si dette inizio ad un programma di costruzione di un gran numero di impianti nucleari che ebbero il permesso di scaricare piccole quantità di prodotti di fissione, comparabile con i livelli di ricadute atmosferiche dei test nucleari. (...) Pertanto, quando si è scoperto che piccole quantità di prodotti di fissione causano danni molto maggiori rispetto alle previsioni, (non solo leucemie e altre forme di cancro, ma anche parti prematuri, basso peso alla nascita e mortalità infantile), tali risultati furono secretati dal nostro governo per paura che essi mettessero in pericolo il valore di deterrenza dell’arsenale nucleare."
Il finale della lettera, apre però una speranza - o meglio una strategia, una soluzione - che la scienza offre alla politica americana: "Fortunatamente, il recente, rapido sviluppo delle energie alternative permette di intravedere la fine di questa tragedia, dal momento che è possibile convertire i vecchi impianti nucleari in centrali a gas naturale. Questo può essere fatto con un costo minimo rispetto a quello necessario alla costruzione di nuove centrali, nell’attesa che le sorgenti alternative (eolico, fonti geotermiche e idroelettriche) possano prendere il loro posto.
Se la nostra nazione, che ha costruito i primi reattori e le prime armi nucleari, annunciasse l’obiettivo di eliminare gradualmente reattori nucleari a fissione che producono anche il plutonio e trizio necessari per le armi nucleari, sviluppando la fusione nucleare e altre fonti alternative di energia non inquinanti, questo contribuirà a rendere più facile l’obiettivo dichiarato dal presidente Obama di un mondo libero da armi nucleari. Così sarà possibile guardare ad un mondo libero dal pericolo della distruzione della vita umana con armi nucleari da uranio arricchito o plutonio, che si producono solo in reattori a fissione, insieme con rifiuti nucleari altamente tossici, che restano letali per migliaia di anni”.
Non sappiamo se la politica americana saprà raccogliere il suggerimento proveniente dal mondo scientifico e troppo spesso, in passato, la politica non ha saputo interpretare per niente le spinte provenienti dal mondo scientifico, arrivando spesso a "imbrigliare" la scienza stessa. E, da parte sua, l'Italia cosa farà?
NEXUS
natoxcorrere
17th June 2010, 21:42
http://www.facebook.com/home.php?#!/group.php?gid=372556594121
Scolari
17th June 2010, 21:49
http://www.facebook.com/home.php?#!/group.php?gid=372556594121
Beh, effettivamente sarebbe giusto mettere in votazione questioni tanto delicate, ovviamente non è detto che tutti siano favorevoli, fortunatamente qui in Svizzera prevale idroelettrico, in Italia gran parte dell'energia elettrica viene acquistata da Francia e Svizzera, grazie alla presenza di numerosi bacini sono i principali produttori di energia idroelettrica.:rolleyes:
natoxcorrere
18th June 2010, 20:20
Se ieri Vendola affermava che il nucleare in Italia si può fare "solo con i carri armati", oggi questa affermazione ha, per fortuna, qualche possibilità in meno di realizzarsi.
Ieri sera è stata diramata dalle agenzie una notizia molto importante, ma che ha avuto purtroppo scarsa eco sui mezzi di informazione nazionale: la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del cosiddetto decreto "sblocca centrali" che dava al Governo mezzi e poteri straordinari, che potevano essere utili, per ammissione dello stesso Ministro dell'Ambiente che li criticava, anche per la localizzazione delle centrali atomiche.
La Consulta ha bocciato l'articolo 4 commi 1,2,3,4 del decreto legge primo luglio 2009, n. 78 dopo il ricorso delle regioni Umbria, Toscana, Emilia-Romagna e la Provincia autonoma di Trento.
L'articolo 4 riguarda "interventi urgenti per le reti dell'energia" e al comma 1 prevede che il Consiglio dei ministri su proposta dei ministri competenti "individua gli interventi relativi alla trasmissione e alla distribuzione dell'energia, nonché, d'intesa con le regioni e le province autonome interessate, gli interventi relativi alla produzione dell'energia, da realizzare con capitale prevalentemente o interamente privato, per i quali ricorrono particolari ragioni di urgenza in riferimento allo sviluppo socio-economico e che devono essere effettuati con mezzi e poteri straordinari".
Bocciati, quindi, anche i poteri di sostituzione e di deroga rispetto agli Enti Locali attribuiti dal comma 2 dell'Articolo 4 ai Commissari nominati dal Governo.
Si tratta di una prima buona notizia, in attesa della pronuncia più importante della Corte Costituzionale: quella del prossimo 22 giugno sulla delega al Governo per l'autorizzazione delle centrali nucleari contenuta nella legge 99/09.
Ricordiamo che a ricorrere nello scorso autunno sono state undici regioni. Motivo del ricorso è la mancata previsione della necessità di un’intesa con le regioni e gli enti locali ai fini dell’autorizzazione degli impianti nucleari. Tra le regioni ricorrenti c'era anche il Piemonte che, per volere del nuovo Presidente Roberto Cota, ha recentemente ritirato il ricorso presentato dalla Giunta precedente.
Per le regioni che hanno fatto ricorso, la delega non sarebbe illegittima per quello che dice, ma per quello che non dice. Si macchierebbe di incostituzionalità nella misura in cui non impone espressamente al Governo di rispettare le competenze delle Regioni in materia di energia nel disciplinare la produzione di energia da fonte nucleare.
Si tratta di un ricorso particolarmente importante poiché potrebbe restituire alle Regioni il potere di veto sulla realizzazione di impianti nucleari sul proprio territorio.
Se anche questo ricorso fosse accettato, la strada del Governo verso il "rinascimento nucleare" sarebbe ancora più difficile e impraticabile. Più di quanto già non lo sia oggi per questioni tecnologiche, economiche, etiche ed ambientali.
Incrociamo le dita...
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