Visualizza versione completa : Marea nera: anche Mississipi in stato di emergenza, avviate cause
Scolari
1st May 2010, 09:57
Dopo la Louisiana, la Florida e l'Alabama, anche lo stato americano del Mississipi ha decretato lo stato d'emergenza di fronte alla minaccia della marea nera del petrolio fuoriuscito dalla piattaforma Deepwater Horizon, che minaccia sempre più da vicino le sue coste.
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"Questa fuga di petrolio rappresenta una grave minaccia per il nostro ambiente e la nostra economia", ha dichiarato il governatore dell'Alabama, Bob Riley, in una nota. Il suo omologo del Mississipi ha annunciato di aver proclamato lo stato di emergenza "per aiutare il governo locale e le agenzie federali a lavorare insieme con maggiore efficacia per contrastare questa gigantesca marea nera".
Frattanto si è saputo che la società britannica BP, che ha affittato la piattaforma petrolifera Deepwater Horizon esplosa e poi affondata nel Golfo del Messico al largo della Louisiana, e la società svizzera Transocean, che ne è proprietaria, dovranno affrontare almeno 26 azioni legali intentate contro di loro. Le accuse vanno dal disastro ai danni personali.
Dal Texas alla Florida sono a decine le società che hanno denunciato le due compagnie: cooperative di pescatori, enti di turismo marittimo e commerciale, titolari di impianti turistici che si affacciano sulle coste americane del Golfo del Messico.
Fonte: Bluewin.ch
Scolari
6th May 2010, 22:44
Per bloccare la marea nera nel Golfo del Messico, la Bp tenta la carta della 'cupola': chiatta, la gigantesca struttura in cemento e acciaio è stata portata oggi fino all'altezza del pozzo petrolifero danneggiato dall'affondamento della piattaforma Deepwater Horizon.
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Una volta in posizione sul 'ground zero' della perdita, a circa 80 km dalla costa, la struttura sarà calata negli abissi del Golfo per contenere la perdita di greggio, operazione mai tentata prima a simili profondità, ovvero a oltre 1.500 metri sotto la superficie. "Provano tutto il possibile. Se non funziona tenteranno qualcos'altro", ha detto il capitano della chiatta Demi Shaffer. La complicata manovra, piena di incognite, é stata oggi al centro dell'attenzione negli stati Usa, dalla Louisiana alla Florida, che seguono passo a passo i diversi fronti - in primo luogo quello ecologico - sulla minaccia 'oil' per le proprie coste.
Intanto, la marea nera 'presenta' il conto: il gigante elvetico delle riassicurazioni Swiss Re stima infatti che i costi causati dalla fuoriuscita di petrolio potranno raggiungere la cifra di 2,7 miliardi di euro.
Sempre sul fronte economico, almeno 13 paesi, la maggior parte dei quali europei, hanno proposto di aiutare Washington a combattere la marea nera.
Fonte: bluewin.ch
Scolari
24th May 2010, 20:52
Manterremo il fiato sul collo della Bp, finché il petrolio non smetterà di sgorgare e finché il Golfo del Messico non sarà stato completamente ripulito dalla peggiore marea nera della storia: con un coro di accuse alla multinazionale britannica, ministri, governatori e senatori Usa alzano ancora una volta i toni. Tutto questo mentre un articolo del New York Times, in grande evidenza in prima pagina, ne sottolinea l'impotenza di fronte al disastro.
http://www.canale9.eu/emergenza/lambro-la-marea-nera.jpg
Dal 20 aprile, quando l'esplosione della Deepwater Horizon provocò una marea nera senza precedenti uccidendo 11 operai che lavoravano sulla piattaforma, nonostante una moratoria annunciata dal presidente Usa Barack Obama sono stati rilasciati almeno 17 permessi per avviare nuove trivellazioni. La maggior parte sono offshore, mentre sono state accordate almeno 19 esenzioni dalle regole ambientali americane.
L'amministrazione Usa è ostaggio non solo dei servizi tecnici che rilasciano i permessi ma anche della Bp e difficilmente si concretizzeranno a breve le minacce del segretario all'interno Ken Salazar di "sbattere fuori" la multinazionale dagli Stati Uniti se non si impegnerà di più.
Il perché lo ha spiegato chiaramente il consigliere della Casa Bianca David Axelrod. "Otterremo una risposta dalla Bp" ha assicurato Axelrod alla Msnbc, lasciando però intendere che é inevitabile lavorare con la multinazionale, almeno per il momento. "Sarebbe folle" non sfruttare la loro esperienza, le loro installazioni, ha precisato il consigliere di Obama.
Oltre al disastro ambientale ormai sempre più inevitabile, la marea nera rappresenta una sfida per Obama, che potrebbe giocarsi la Casa Bianca se non verrà risolta rapidamente. E' una sfida anche per la Bp, che potrebbe finire in bancarotta nonostante gli utili netti in miliardi di dollari a trimestre.
Il senatore dell'Illinois Dick Durbin, considerato vicino ad Obama, ha riassunto con uno slogan efficace la percezione che gli Stati Uniti hanno della Bp, "che non significa più British Petroleum ma Beyond Patience", cioé Ben oltre la Pazienza: parafrasando lo slogan "Beyond Petroleum" della multinazionale che voleva apparire 'verde'.
La Bp, a dir vero convincendo sempre meno, risponde oggi alle accuse stanziando 500 milioni di dollari destinati a ricerche indipendenti sull'impatto delle maree nere per l'ambiente, oltre a garantire che il tentativo di chiudere il pozzo verrà realizzato entro mercoledì: ma la scadenza slitta ogni giorno.
Fonte: bluewin.ch
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