bora71
9th April 2010, 16:10
un anno fa il rapporto sullo stato del clima del pianeta da parte dell’IPCC ( Intergovernmental Panel
Climate Change) metteva in evidenza come le flatulenze delle mucche (le scoregge.. per intenderci!)
siano colpevoli del 18% di tutti i gas serra emessi annualmente nell’atmosfera dalle attività umane.
E si sa che il metano è il principale responsabile, dopo la CO2, dell’incremento dell’effetto serra.
Addirittura per lo stesso motivo in Australia alcuni benpensanti avevano suggerito di abbattere un po’…
di canguri!
Questa ridicola colpevolizzazione delle mucche mi ha lasciato un po’ perplesso perché ritengo che la
popolazione degli animali da allevamento non sia aumentata molto rispetto a un secolo fa quando, è
vero, vi erano meno bovini, ma probabilmente vi erano molti più ovini, cavalli. Basta pensare che prima
dell'introduzione del bestiame, milioni e milioni di bufali popolavano le Grandi Pianure dell'America.
Erano così fitti che non si riusciva a vedere dove il branco iniziava e dove finiva. Però la notazione
dell’IPCC è stata subito strumentalizzata da alcune lobby ambientalistiche con il motto “meno più
carne e più verdure!”
Per di più una recente ricerca dell’Università California-Davis, oltre a contestare l’affermazione
dell’IPCC secondo cui la riduzione del consumo di carne e di prodotti caseari ridurrebbe il
riscaldamento globale, mette in evidenza come il produrre meno carne e latte vuole dire più fame nei
paesi in via di sviluppo.
© Mario Giuliacci
Climate Change) metteva in evidenza come le flatulenze delle mucche (le scoregge.. per intenderci!)
siano colpevoli del 18% di tutti i gas serra emessi annualmente nell’atmosfera dalle attività umane.
E si sa che il metano è il principale responsabile, dopo la CO2, dell’incremento dell’effetto serra.
Addirittura per lo stesso motivo in Australia alcuni benpensanti avevano suggerito di abbattere un po’…
di canguri!
Questa ridicola colpevolizzazione delle mucche mi ha lasciato un po’ perplesso perché ritengo che la
popolazione degli animali da allevamento non sia aumentata molto rispetto a un secolo fa quando, è
vero, vi erano meno bovini, ma probabilmente vi erano molti più ovini, cavalli. Basta pensare che prima
dell'introduzione del bestiame, milioni e milioni di bufali popolavano le Grandi Pianure dell'America.
Erano così fitti che non si riusciva a vedere dove il branco iniziava e dove finiva. Però la notazione
dell’IPCC è stata subito strumentalizzata da alcune lobby ambientalistiche con il motto “meno più
carne e più verdure!”
Per di più una recente ricerca dell’Università California-Davis, oltre a contestare l’affermazione
dell’IPCC secondo cui la riduzione del consumo di carne e di prodotti caseari ridurrebbe il
riscaldamento globale, mette in evidenza come il produrre meno carne e latte vuole dire più fame nei
paesi in via di sviluppo.
© Mario Giuliacci