quebec
18th March 2010, 15:51
Ascoltavo " Tha Unforgiven" dei Metallica e ripensando ad un mio giovane conosciente mi è venuto di scrivere due parole a riguardo.
Il Precariato
Si può affermare che esso sia il figlio malato di leggi concepite con ottime intenzioni,mi riferisco al “pacchetto” Treu e alla legge Biagi.
Entrambe avevano lo scopo di rendere il mercato del lavoro italiano più flessibile, e quindi più accessibile alle giovani generazioni.
Ma sono state, consentitemi di dirlo, fatte male poiché all’istituzione di nuove tipologie di ingresso, non sono state affiancate le regole essenziali affinché esse potessero realmente funzionare per lo scopo prefisso.
La mancanza di norme e paletti ben precisi hanno portato ad una degenerazione del rapporto di lavoro, che come tutte le cose sregolate, favorisce il più ”forte” che in questo caso pare ovvio sia il datore di lavoro.
Faccio un esempio: il lavoro interinale era nato per le alte professionalità, per consentire alle aziende che non avessero necessità fissa di una certa qualifica ( ingegneri, tecnici specializzati ecc.) di reperirla temporaneamente sul mercato evitando quindi anche costose consulenze.
Ma non avendo posto nessun limite alle qualifiche, si è avuto come risultato che la maggior parte dei lavoratori interinali italiani è composta da bassa se non bassissima professionalità, poiché le aziende in questo modo hanno a disposizione manodopera che non ricade sull’inquadramento fisso aziendale e può essere utilizzata come meglio e quando si crede. La conseguenza di ciò è che molti lavoratori operano nello stesso stabilimento da anni e quindi sono indispensabili, ma rimangono interinali lo stesso.
Identico discorso per i contratti a termine, essi possono essere rinnovati in continuazione, l’importante è che il rapporto di lavoro venga interrotto per un certo periodo ( dai 20 giorni ad un mese) dopo un anno di lavoro continuativo.
Non esprimo nessun giudizio sui co.co.co o contratti a progetto, da considerarsi indegni di un popolo civile e democratico.
E’ auspicabile, dopo aver garantito un salario “umano” a questi lavoratori, che gli venga restituita anche una visibilità del futuro che oltrepassi la durata del loro contratto e, l’unico mezzo efficace per farlo è l’istituzione di regole che rendano il ricorso al lavoro precario svantaggioso dal punto di vista economico rispetto al normale contratto a tempo indeterminato.
Chiunque voglia candidarsi alla guida del paese non può eludere questo grave ed indecoroso problema, poiché a mio avviso la qualità e l’efficacia di un premier e del suo governo, si misurano dallo stato economico e sociale delle classi meno abbienti.
Pasquale Contento
Il Precariato
Si può affermare che esso sia il figlio malato di leggi concepite con ottime intenzioni,mi riferisco al “pacchetto” Treu e alla legge Biagi.
Entrambe avevano lo scopo di rendere il mercato del lavoro italiano più flessibile, e quindi più accessibile alle giovani generazioni.
Ma sono state, consentitemi di dirlo, fatte male poiché all’istituzione di nuove tipologie di ingresso, non sono state affiancate le regole essenziali affinché esse potessero realmente funzionare per lo scopo prefisso.
La mancanza di norme e paletti ben precisi hanno portato ad una degenerazione del rapporto di lavoro, che come tutte le cose sregolate, favorisce il più ”forte” che in questo caso pare ovvio sia il datore di lavoro.
Faccio un esempio: il lavoro interinale era nato per le alte professionalità, per consentire alle aziende che non avessero necessità fissa di una certa qualifica ( ingegneri, tecnici specializzati ecc.) di reperirla temporaneamente sul mercato evitando quindi anche costose consulenze.
Ma non avendo posto nessun limite alle qualifiche, si è avuto come risultato che la maggior parte dei lavoratori interinali italiani è composta da bassa se non bassissima professionalità, poiché le aziende in questo modo hanno a disposizione manodopera che non ricade sull’inquadramento fisso aziendale e può essere utilizzata come meglio e quando si crede. La conseguenza di ciò è che molti lavoratori operano nello stesso stabilimento da anni e quindi sono indispensabili, ma rimangono interinali lo stesso.
Identico discorso per i contratti a termine, essi possono essere rinnovati in continuazione, l’importante è che il rapporto di lavoro venga interrotto per un certo periodo ( dai 20 giorni ad un mese) dopo un anno di lavoro continuativo.
Non esprimo nessun giudizio sui co.co.co o contratti a progetto, da considerarsi indegni di un popolo civile e democratico.
E’ auspicabile, dopo aver garantito un salario “umano” a questi lavoratori, che gli venga restituita anche una visibilità del futuro che oltrepassi la durata del loro contratto e, l’unico mezzo efficace per farlo è l’istituzione di regole che rendano il ricorso al lavoro precario svantaggioso dal punto di vista economico rispetto al normale contratto a tempo indeterminato.
Chiunque voglia candidarsi alla guida del paese non può eludere questo grave ed indecoroso problema, poiché a mio avviso la qualità e l’efficacia di un premier e del suo governo, si misurano dallo stato economico e sociale delle classi meno abbienti.
Pasquale Contento