Scolari
5th March 2010, 23:47
Il triangolo del Fuoco
Il fuoco è una emissione di luce e calore che si manifestano nella combustione di un corpo.
La fiamma è una lingua gassosa incandescente estremamente mobile.
Si chiama combustione, la reazione chimica che consiste nella rapida ossidazione di un corpo con sviluppo di energia termica (calore) ad alta temperatura.
E' il processo opposto alla fotosintesi e cioè a quel processo tramite il quale le piante, grazie all'energia solare, formano la sostanza organica vegetale necessaria per la vita delle piante stesse e degli animali.
II fuoco è il diretto risultato della simultanea combinazione dei tre elementi indispensabili per la combustione: combustibile, comburente, energia termica.
E' possibile pertanto paragonare il processo di combustione alla figura geometrica del triangolo in cui tre lati rappresentano: il combustibile tutto ciò che arde (nell'ambiente da noi considerato e dato dalla sostanza vegetate: paglia, rami, tronchi, radici, erbe secche, ecc.), il comburente cioè l'ossigeno presente nell'aria, l'energia termica (calore) che perciò riguarda la massa legnosa deve essere ad alta temperatura.
Una volta innescato, tale processo si autosostiene sino alla mancanza completa di uno degli elementi.
Infatti come senza un solo lato la figura geometrica non può esistere (non possiamo tracciarla, disegnarla) analogamente è impossibile avere la combustione qualora manchi uno dei tre elementi indispensabili.
Per quanto riguarda gli incendi forestali, l'energia di accensione è fornita da sorgenti di calore quali: Scintille, mozziconi di sigaretta, tizzoni accesi, gas caldi fuoriuscenti da tubi di scappamento, marmitte catalitiche, fulmini e fiamme libere.
L'ossigeno necessario alla reazione è contenuto nell'aria, la cui composizione approssimativa è Ossigeno al 21% e Azoto al 78%.
I combustibili sono sostanze solide, liquide e gassose che possono dare luogo a combustione, si tratta in particolare di sostanze contenenti Carbonio e Idrogeno i quali bruciando si ossidano originando rispettivamente Anidride Carbonica e vapore acqueo che costituiscono i principali prodotti della combustione.
I principati parametri che definiscono le proprietà di un combustibile dipendono:
1) dal suo stato fisico, che può essere solido, liquido e gassoso. Come vedremo sull'incendio forestale in atto sono tutti presenti;
2) dalla temperatura di accensione che rappresenta il valore minimo di temperatura del combustibile al di sopra della quale la combustione procede indipendentemente dall'apporto calorico estemo.
L’opera di spegnimento degli incendi risulta facilitata dalla conoscenza di tali presupposti e pertanto sarà finalizzata all’interruzione del processo di combustione mediante la eliminazione di uno qualsiasi dei tre componenti del triangolo del fuoco.
Infatti buttando sopra la fiamma della terra o battendo con le frasche o i flabelli si soffoca il fuoco e pertanto si sta intervenendo sul comburente (ossigeno).
Il taglio della vegetazione, la creazione di fasce parafuoco, la tecnica del controfuoco, sono invece tentativi di eliminare dal triangolo del fuoco il combustibile (vegetazione).
L’acqua invece ha il doppio effetto di raffreddare il combustibile e perciò ridurre la temperatura (calore) e di soffocare il fuoco per l’effetto battente dell’acqua che impatta ad alta pressione.
Fasi della Combustione
In un incendio forestale distinguiamo tre fasi di combustione spesso presenti e osservabili contemporaneamente: 1. Preriscaldamento - I materiali forestali sono riscaldati, seccati e parzialmente distillatati. In questa fase il combustibile perde la sua umidità e la Temperatura interna sale non oltre i 70 °C.
Soltanto quando si è avuta la totale eliminazione dell'acqua la Temperatura sale oltre i 100 °C.
In seguito cominciano le reazioni di pirolisi e la Temperatura assume valori compresi tra i 150 e i 200°C.
2 Combustione gassosa - Continua la somministrazione di calore al materiale e vengono interessati gli strati più interni del legno, mentre all'esterno si ha la combustione gassosa con lo sviluppo, oltre che di anidride carbonica e vapore acqueo, anche di gas combustibili come: l'ossido di carbonio, metano, metanolo, idrogeno, formaldeide. I gas prendono fuoco e la temperatura continua ad aumentare. Con la combustione completa avremo le fiamme, se essa è incompleta si formano fumi che diventano biancastri quando c'è prevalenza di vapore acqueo.
Quest’ultimo diluisce la miscela dei gas che si sviluppano e sottrae calore alla combustione e pertanto la propagazione del fuoco dipenderà dal contenuto di acqua presente nel combustibile (legna fresca, legna secca).
3 Combustione solida - II processo di combustione continua a progredire verso l'interno e in superficie il legno ormai carbonizzato brucia. Si ha una rapida elevazione della Temperatura che può toccare gli 800 °C, aumentano le emissioni di metano e di monossido di carbonio. Il carbone diventa incandescente ( brace ) e le fiamme, dapprima luminose diventano poco evidenti. Nella fase estrema della combustione la brace si consuma senza fiamma evidente. Alla fine della combustione rimangono solo le ceneri che rappresentano non più dell' 1% della massa legnosa originaria.
La propagazione del fuoco e i combustibili vegetali
Il calore provocato dalla combustione si propaga ad altri materiali in tre modi:
1) irraggiamento – l’energia mediante onde elettromagnetiche viene trasmessa nello spazio senza alcun contatto diretto. In questo modo avviene il riscaldamento delle masse vegetali nelle immediate vicinanze degli incendi.
2) Convenzione – il calore viene trasportato da gas o da liquidi in movimento. Le differenze di densità dovute alle diverse temperature, producono dei moti che ristabiliscono l’equilibrio termico. I fluidi si spostano dalle parti più calde, meno dense, a quelle più fredde, meno dense.
3) Conduzione – il calore si trasmette da un estremo all’altro di un corpo o fra due corpi a contatto. Tale modalità è trascurabile negli incendi boschivi a causa delle scarse qualità conduttrici del legno.
Negli incendi boschivi la propagazione avviene soprattutto per irraggiamento e per convezione e pertanto tali principi dovranno essere ricordati quando le condizioni orografiche del punto fuoco presentano le caratteristiche che favoriscono ad esempio moti convettivi.
Le caratteristiche dell'incendio saranno influenzate inoltre dal tipo di combustibile che esso incontra.
Negli incendi boschivi il combustibile è rappresentato come si è detto dalla vegetazione arborea, arbustiva ed erbacea.
Le particolarità che intervengono a modificare la combustione sono:
1) II peso specifico - Col diminuire di questo crescono sia l'infiammabilità che la veloce di
combustione.
2) La struttura anatomica - l'accensione e la combustione sono influenzate dalla struttura
anatomica dei vasi di conduzione della linfa; pertanto nei legni di latifoglia a vasi
uniformemente distribuiti come il Faggio l'accensione e la combustione sono favorite mentre
nelle latifoglie a vasi distribuiti non omogeneamente, come le querce nostrane, l'accensione e la
combustione avvengono meno facilmente.
3) La dimensione del legno - l'indagine condotta sui pezzi di varia sezione mostra che la,velocità
di combustione si abbassa al crescere della sezione, si pensi infatti a come si ricorra a legna di
piccole dimensioni per accendere un fuoco. In generale negli incendi boschivi la presenza di
specie arbustive, quali il lentisco, il corbezzolo, il cisto, la ginestra favoriscono la combustione.
4) Lo stato della superficie - Le opinioni sono discordanti. E' comunque accertato che la corteccia
ha influenza sulla facilità e la velocità di accensione infatti una corteccia fessurata e rugosa
presenta una maggiore superficie legnosa a contatto con l’aria.
5) II contenuto d'acqua - E' intuibile come il contenuto d'acqua, presente nel legno influenzi il
fenomeno della combustione. I dati empirici dimostrano che due legni contenenti
rispettivamente il 25% ed il 10% di umidità, bruceranno in modo differente ed in particolare
quando il secondo sarà completamente bruciato il primo avrà perduto solo il 50% del suo peso iniziale.
Percentuale di umidità del legno Perdita di peso percentuale dopo la combustione
15% 100%
25% 50%
6) La resina - Le resine aumentano la durata della combustione e aumentano inoltre il potere
calorifico. Nelle conifere infatti gli incendi hanno una durata maggiore a causa del forte
riscaldamento a cui è sottoposta la sostanza legnosa.
Fattori predisponenti che influenzano il comportamento degli incendi
La possibilità che si verifichi la combustione, la rapidità di propagazione ed il comportamento degli incendi sono influenzati da diversi elementi variabili, la conoscenza e l’osservazione dei quali è condizione essenziale sia per le finalità di prevenzione sia per predisporre, con successo e nella sicurezza del personale, i mezzi di lotta di lotta per il controllo e la repressione.
Molteplici i fattori cosi detti predispondenti: il clima, la morfologia o conformazione del territorio, l’effetto che entrambi esercitano sul combustibile, la composizione, la struttura e la densità dei soprassuoli, i detriti vegetali presenti nei boschi e nelle campagne (lettiera, residui di lavorazione, piante secche abbattute, ecc.).
Fonte: comune.sinnai.it
Il fuoco è una emissione di luce e calore che si manifestano nella combustione di un corpo.
La fiamma è una lingua gassosa incandescente estremamente mobile.
Si chiama combustione, la reazione chimica che consiste nella rapida ossidazione di un corpo con sviluppo di energia termica (calore) ad alta temperatura.
E' il processo opposto alla fotosintesi e cioè a quel processo tramite il quale le piante, grazie all'energia solare, formano la sostanza organica vegetale necessaria per la vita delle piante stesse e degli animali.
II fuoco è il diretto risultato della simultanea combinazione dei tre elementi indispensabili per la combustione: combustibile, comburente, energia termica.
E' possibile pertanto paragonare il processo di combustione alla figura geometrica del triangolo in cui tre lati rappresentano: il combustibile tutto ciò che arde (nell'ambiente da noi considerato e dato dalla sostanza vegetate: paglia, rami, tronchi, radici, erbe secche, ecc.), il comburente cioè l'ossigeno presente nell'aria, l'energia termica (calore) che perciò riguarda la massa legnosa deve essere ad alta temperatura.
Una volta innescato, tale processo si autosostiene sino alla mancanza completa di uno degli elementi.
Infatti come senza un solo lato la figura geometrica non può esistere (non possiamo tracciarla, disegnarla) analogamente è impossibile avere la combustione qualora manchi uno dei tre elementi indispensabili.
Per quanto riguarda gli incendi forestali, l'energia di accensione è fornita da sorgenti di calore quali: Scintille, mozziconi di sigaretta, tizzoni accesi, gas caldi fuoriuscenti da tubi di scappamento, marmitte catalitiche, fulmini e fiamme libere.
L'ossigeno necessario alla reazione è contenuto nell'aria, la cui composizione approssimativa è Ossigeno al 21% e Azoto al 78%.
I combustibili sono sostanze solide, liquide e gassose che possono dare luogo a combustione, si tratta in particolare di sostanze contenenti Carbonio e Idrogeno i quali bruciando si ossidano originando rispettivamente Anidride Carbonica e vapore acqueo che costituiscono i principali prodotti della combustione.
I principati parametri che definiscono le proprietà di un combustibile dipendono:
1) dal suo stato fisico, che può essere solido, liquido e gassoso. Come vedremo sull'incendio forestale in atto sono tutti presenti;
2) dalla temperatura di accensione che rappresenta il valore minimo di temperatura del combustibile al di sopra della quale la combustione procede indipendentemente dall'apporto calorico estemo.
L’opera di spegnimento degli incendi risulta facilitata dalla conoscenza di tali presupposti e pertanto sarà finalizzata all’interruzione del processo di combustione mediante la eliminazione di uno qualsiasi dei tre componenti del triangolo del fuoco.
Infatti buttando sopra la fiamma della terra o battendo con le frasche o i flabelli si soffoca il fuoco e pertanto si sta intervenendo sul comburente (ossigeno).
Il taglio della vegetazione, la creazione di fasce parafuoco, la tecnica del controfuoco, sono invece tentativi di eliminare dal triangolo del fuoco il combustibile (vegetazione).
L’acqua invece ha il doppio effetto di raffreddare il combustibile e perciò ridurre la temperatura (calore) e di soffocare il fuoco per l’effetto battente dell’acqua che impatta ad alta pressione.
Fasi della Combustione
In un incendio forestale distinguiamo tre fasi di combustione spesso presenti e osservabili contemporaneamente: 1. Preriscaldamento - I materiali forestali sono riscaldati, seccati e parzialmente distillatati. In questa fase il combustibile perde la sua umidità e la Temperatura interna sale non oltre i 70 °C.
Soltanto quando si è avuta la totale eliminazione dell'acqua la Temperatura sale oltre i 100 °C.
In seguito cominciano le reazioni di pirolisi e la Temperatura assume valori compresi tra i 150 e i 200°C.
2 Combustione gassosa - Continua la somministrazione di calore al materiale e vengono interessati gli strati più interni del legno, mentre all'esterno si ha la combustione gassosa con lo sviluppo, oltre che di anidride carbonica e vapore acqueo, anche di gas combustibili come: l'ossido di carbonio, metano, metanolo, idrogeno, formaldeide. I gas prendono fuoco e la temperatura continua ad aumentare. Con la combustione completa avremo le fiamme, se essa è incompleta si formano fumi che diventano biancastri quando c'è prevalenza di vapore acqueo.
Quest’ultimo diluisce la miscela dei gas che si sviluppano e sottrae calore alla combustione e pertanto la propagazione del fuoco dipenderà dal contenuto di acqua presente nel combustibile (legna fresca, legna secca).
3 Combustione solida - II processo di combustione continua a progredire verso l'interno e in superficie il legno ormai carbonizzato brucia. Si ha una rapida elevazione della Temperatura che può toccare gli 800 °C, aumentano le emissioni di metano e di monossido di carbonio. Il carbone diventa incandescente ( brace ) e le fiamme, dapprima luminose diventano poco evidenti. Nella fase estrema della combustione la brace si consuma senza fiamma evidente. Alla fine della combustione rimangono solo le ceneri che rappresentano non più dell' 1% della massa legnosa originaria.
La propagazione del fuoco e i combustibili vegetali
Il calore provocato dalla combustione si propaga ad altri materiali in tre modi:
1) irraggiamento – l’energia mediante onde elettromagnetiche viene trasmessa nello spazio senza alcun contatto diretto. In questo modo avviene il riscaldamento delle masse vegetali nelle immediate vicinanze degli incendi.
2) Convenzione – il calore viene trasportato da gas o da liquidi in movimento. Le differenze di densità dovute alle diverse temperature, producono dei moti che ristabiliscono l’equilibrio termico. I fluidi si spostano dalle parti più calde, meno dense, a quelle più fredde, meno dense.
3) Conduzione – il calore si trasmette da un estremo all’altro di un corpo o fra due corpi a contatto. Tale modalità è trascurabile negli incendi boschivi a causa delle scarse qualità conduttrici del legno.
Negli incendi boschivi la propagazione avviene soprattutto per irraggiamento e per convezione e pertanto tali principi dovranno essere ricordati quando le condizioni orografiche del punto fuoco presentano le caratteristiche che favoriscono ad esempio moti convettivi.
Le caratteristiche dell'incendio saranno influenzate inoltre dal tipo di combustibile che esso incontra.
Negli incendi boschivi il combustibile è rappresentato come si è detto dalla vegetazione arborea, arbustiva ed erbacea.
Le particolarità che intervengono a modificare la combustione sono:
1) II peso specifico - Col diminuire di questo crescono sia l'infiammabilità che la veloce di
combustione.
2) La struttura anatomica - l'accensione e la combustione sono influenzate dalla struttura
anatomica dei vasi di conduzione della linfa; pertanto nei legni di latifoglia a vasi
uniformemente distribuiti come il Faggio l'accensione e la combustione sono favorite mentre
nelle latifoglie a vasi distribuiti non omogeneamente, come le querce nostrane, l'accensione e la
combustione avvengono meno facilmente.
3) La dimensione del legno - l'indagine condotta sui pezzi di varia sezione mostra che la,velocità
di combustione si abbassa al crescere della sezione, si pensi infatti a come si ricorra a legna di
piccole dimensioni per accendere un fuoco. In generale negli incendi boschivi la presenza di
specie arbustive, quali il lentisco, il corbezzolo, il cisto, la ginestra favoriscono la combustione.
4) Lo stato della superficie - Le opinioni sono discordanti. E' comunque accertato che la corteccia
ha influenza sulla facilità e la velocità di accensione infatti una corteccia fessurata e rugosa
presenta una maggiore superficie legnosa a contatto con l’aria.
5) II contenuto d'acqua - E' intuibile come il contenuto d'acqua, presente nel legno influenzi il
fenomeno della combustione. I dati empirici dimostrano che due legni contenenti
rispettivamente il 25% ed il 10% di umidità, bruceranno in modo differente ed in particolare
quando il secondo sarà completamente bruciato il primo avrà perduto solo il 50% del suo peso iniziale.
Percentuale di umidità del legno Perdita di peso percentuale dopo la combustione
15% 100%
25% 50%
6) La resina - Le resine aumentano la durata della combustione e aumentano inoltre il potere
calorifico. Nelle conifere infatti gli incendi hanno una durata maggiore a causa del forte
riscaldamento a cui è sottoposta la sostanza legnosa.
Fattori predisponenti che influenzano il comportamento degli incendi
La possibilità che si verifichi la combustione, la rapidità di propagazione ed il comportamento degli incendi sono influenzati da diversi elementi variabili, la conoscenza e l’osservazione dei quali è condizione essenziale sia per le finalità di prevenzione sia per predisporre, con successo e nella sicurezza del personale, i mezzi di lotta di lotta per il controllo e la repressione.
Molteplici i fattori cosi detti predispondenti: il clima, la morfologia o conformazione del territorio, l’effetto che entrambi esercitano sul combustibile, la composizione, la struttura e la densità dei soprassuoli, i detriti vegetali presenti nei boschi e nelle campagne (lettiera, residui di lavorazione, piante secche abbattute, ecc.).
Fonte: comune.sinnai.it