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Visualizza versione completa : Yellowstone: aumentano i timori per un'eruzione del vulcano sotterraneo


Scolari
3rd March 2010, 22:31
I geofisici americani sono preoccupati per l´aumento delle attività del supervulcano sotterraneo nel parco di Yellowstone, potenzialmente in grado di provocare una violentissima eruzione che distruggerebbe ettari di natura incontaminata. L´attività sotterranea del supervulcano collassato decine di migliaia di anni fa nel parco di Yellowstone è aumentata nell´ultimo decennio e sarebbe in grado secondo gli esperti di provocare una fortissima esplosione che distruggerebbe la vita su una superficie di centinaia di chilometri quadrati. Sono le rivelazioni di uno studio condotto dagli scienziati del Geological Survey degli Stati Uniti pubblicato sull´ultimo numero della rivista “Nature”. Tuttavia gli scienziati non prevedono per ora un´eruzione nel breve periodo. Il parco nazionale di Yellowstone si trova negli Stati Uniti e più precisamente negli stati di Idaho, Montana e Wyoming. Yellowstone è il più antico parco nazionale del mondo e si estende per 8.980 km quadrati, la maggior parte dei quali nel nord-ovest del Wyoming. Il parco è celebre per i numerosi geyser, le sorgenti calde e altre interessanti zone geotermiche ed inoltre per essere popolato da orsi grizzly, lupi, bisonti e alci. È il nucleo centrale dell´ecosistema di Yellowstone, uno dei più grandi ecosistemi intatti della zona temperata rimasto sulla Terra. Lo studio sostiene che una parte della caldera di Yellowstone, una gigantesca depressione causata da una passata esplosione vulcanica, è cresciuta di circa 13 centimetri tra il 1997 e il 2003. La caldera di Yellowstone è famosa per le sue peculiarità geotermiche, i geysers in particolare e poi le sorgenti termali ravvivate da coloratissime colonie di batteri e alghe termofile. Il vulcanismo di Yellowstone è probabilmente dovuto ad un potente punto caldo stazionario sopra il quale sta scorrendo la placca nordamericana. Ad ulteriore conferma dell´aumento di attività del vulcano lo studio rivela l´aumento di fenomeni geotermici come l´eruzione ripetuta del geyser “Steamboat” dopo nove anni di inattività (una nel 2000 che ha raggiunto gli oltre 90 metri di altezza aggiudicandosi il record mondiale, e cinque tra il 2002 e il 2003). Non solo, si è anche risvegliato il vicino geyser “Porkchop” dopo 14 anni di inattività. Infine nel 2003 si è registrato un notevole aumento della temperatura del terreno del geyser “Norris Basin” (il più caldo e variabile del parco) tanto da richiedere la chiusura di alcuni tratti del percorso ai turisti. Sono tutti fenomeni causati dai canali di lava sotto il cratere e che provvedono al calore dei geyser e altre attività idrotermali.

Fonte: Newton

http://www.youtube.com/watch?v=aVUx1JtT-5I&NR=1

Rappresentazione di un possibile scenario inerente ad una futura eruzione del supervulcano dello Yellowstone.

Scolari
3rd March 2010, 22:50
CHEYENNE, Wyoming -- Recenti ricerche condotte sulle antiche esplosioni che interessarono il Vesuvio dimostrano che esso può essere ben più violento rispetto al modo con il quale eruttò nel 79 d.C., quando distrusse Pompei ed Ercolano. Ma una dimostrazione della violenza inaudita dei vulcani, mai vissuta in prima persona da nessun uomo, potrebbe manifestarsi nel Parco Nazionale di Yellowstone, dove sotto di esso vi è una gigantesca camera magmatica. Questa previsione è stata fatta niente di meno che dal USGS (Servizio Geologico Nazionale degli Stati Uniti).

Negli ultimi decenni infatti, parti dell’enorme struttura eruttiva si sono alzate di diversi centimetri per poi riabbassarsi e ritornare verso l’alto di nuovo, indice che il magma che lo alimenta si sta muovendo. Ma perché questo vulcano, del quale non si vede neppure il tipico cono, ma solo il gigantesco cratere (la caldera), fa così paura? “Perché se entrasse in attività - spiega Robert Smith geofisico dell’Università dello Utah - la sua sarebbe una super-eruzione in grado di annientare gran parte della vita sulla Terra”.

Per capire di cosa stiamo parlando facciamo un passo indietro. Nel 1971 il paleontologo Mike Voorhies ispezionò le campagne intorno alla città di Orchard. Ciò che scoprì, andava al di là della sua immaginazione. “Su una collina - spiega Voorhies - vidi qualcosa che mi sbalordì”. Erano gli indizi di ciò che poi i lavori di ricerca portarono alla luce: 200 rinoceronti fossilizzati, insieme agli scheletri di cammelli e lucertole, cavalli e tartarughe. La datazione dimostrò che essi erano tutti morti improvvisamente 10 milioni di anni fa. Spiega il ricercatore: “Capii dai loro denti, che quegli animali erano morti nel pieno della loro gioventù e tutti improvvisamente. Qualcosa li aveva soffocati. Fu semplice dedurre che avevano respirato cenere. Pensai alla morte orribile cui andarono incontro”.

Solo l’eruzione di un vulcano poteva aver prodotto così tanta cenere eppure nelle vaste pianure del Nebraska non vi sono vulcani. Voorhies allora si mise alla ricerca della più vicina eruzione avvenuta 10 milioni di anni fa. La trovò, ma era a 1600 Km di distanza. Sembrava impossibile che potesse aver avuto una ricaduta così lontana, da uccidere quegli animali. Si fecero, allora, le analisi delle polveri. I sospetti erano fondati. Il vulcano Bruneau Jarbridge era la causa della catastrofe di Orchard. Si era di fronte dunque, ad un super-vulcano di cui quasi tutti ignorano la violenza con la quale può riesplodere.

Nessun uomo ha mai assistito ad una super-eruzione, ma i vulcanologi possono calcolarne le dimensioni. Una delle più violente eruzioni avvenuta in tempi storici fu l’eruzione del vulcano Santorini, avvenuta nel 1.600 avanti Cristo. Fu così violenta che le conseguenze aiutarono a far scomparire una delle più fiorenti civiltà greche del tempo. Ma nulla fu in confronto a quella di Yellowstone.

“Da terra - spiega Robert Chrisiansen che scoprì il supervulcano - è difficile capire che le tante manifestazioni vulcaniche dell’area appartengono ad un’unica entità. Solo con le fotografie satellitari si è potuto comprendere che il tutto fa parte di qualcosa di enorme. La caldera è lunga 70 km e larga 30 km”.

Christiansen datò le rocce per risalire all’ultima eruzione. Ne scoprì tre: la prima avvenuta 2 milioni di anni fa, la seconda un milione e 200mila anni or sono e la più recente 600.000 anni fa. “Le eruzioni dunque, si sono verificate ad intervalli di 600.000 anni e l’ultima è proprio avvenuta 600.000 anni fa”, sottolinea Christiansen.

Dagli anni Settanta in poi l’area è tenuta sotto costante controllo e recentemente si è scoperto che si sono verificati importanti variazioni del livello del suolo. Agli inizi degli anni ‘80 si alzò anche di 740 mm. “Quando lo seppi fu come un pugno allo stomaco”, dice Christiansen. Ciò significa che la zona settentrionale di Yellowstone si sta gonfiando, inclinando il resto del Parco.

E’ l’inizio di una nuova eruzione? Sotto Yellowstone vi è una camera magmatica lunga circa 45 km e larga 20 km e ha uno spessore di 10 km, un volume enorme. Con questi dati i ricercatori hanno riprodotto al computer ciò che potrebbe accadere se avvenisse un’esplosione. Sarebbe un “day after” naturale. La quantità di polvere e anidride solforosa che potrebbero entrare nell’atmosfera ridurrebbero drasticamente la luce solare che arriva al suolo e per anni la superficie terrestre si raffredderebbe sempre più. L’esplosione del Monte Pinatubo del 1991, nelle Filippine, che pur con tutta la sua violenza non è neppure paragonabile con la caldera di Yellowstone fu in grado di far scendere la temperatura media globale di mezzo grado Celsius per un anno.

Quanti sono i super vulcani sulla Terra? Per fortuna pochi, anche se, recentemente, ne è stato scoperto uno in America Meridionale. “Sapevamo che la caldera Vilama è un vulcano violento, in quiescenza, ma non morto. Ma dalle ultime analisi abbiamo scoperto che 8,4 milioni di anni fa esplose immettendo nell’atmosfera 2.100 chilometri cubi di polveri e gas”, spiega Miguel Soler dell’Università del Jujuy, in Argentina. Per confronto va ricordato che l’esplosione di Santorini immise nell’atmosfera 30 km cubici di materiali. Oggi comunque, sono poco meno di una decina i super vulcani sulla Terra, il cui risveglio sarebbe simile all’impatto di un grande asteroide con la Terra.

Ma, tra questi, quali sono quelli più pericolosi? “Sicuramente - risponde Soler - va annoverato la depressione di Toba che si trova nel nord di Sumatra ed è lunga 96 km, larga 29 e profonda circa 610 m. L’ultima grande eruzione avvenne 74.000 anni fa quando vennero sparati nel cielo 2.000 km cubici di materiali che si dispersero nella troposfera. In seguito a ciò la temperatura della Terra scese di 2-3°C per alcuni anni. Ma sono da temere anche i Campi Flegrei, i quali si sono formati in seguito a due gigantesche eruzioni esplosive che avvennero 36.000 e 14.000 anni fa”.

La più antica eruzione è nota come eruzione del Tufo Grigio Campano, un evento esplosivo che ha messo in posto tra 100 e 150 chilometri cubi di magma. La seconda ha emesso una quantità di materiale inferiore (circa 25 km cubi). L’area è interessata dal fenomeno del bradisismo (sollevamento e abbassamento dei suoli), le cui cause pur non essendo ancora del tutto chiare, non escludono che sia da collegare in qualche modo ad aumenti di pressione del bacino magmatico presenti sotto i Campi Flegrei. Questo potrebbe non escludere la ripresa di un’attività più o meno intensa delle eruzioni.

Luigi Bignami
Fonte: scenze.tv

andrew
4th March 2010, 01:06
il 2012 è vicino :) :(

Scolari
4th March 2010, 10:42
il 2012 è vicino :) :(

Ma secondo me non centra nulla il 2012.
Potrebbe esplodere tra pochi giorni come tra molti anni, nessuno è in grado di stabilirlo con precisione.
Alcuni scenziati inglesi hanno ipotizzato un possibile risveglio dello Yellowston entro il 2074 ma anche questa è una previsione, basata su diversi aspetti che lasciano intuire una prossima eruzione entro i prossimi decenni.
Chi monitora costantemente l'area sarebbe in grado di prevedere con maggior attendibilità un'eruzione solo poche ore prima dell'evento.
Ciao Andrea:)

andrew
4th March 2010, 14:22
Ma secondo me non centra nulla il 2012.
Potrebbe esplodere tra pochi giorni come tra molti anni, nessuno è in grado di stabilirlo con precisione.
Alcuni scenziati inglesi hanno ipotizzato un possibile risveglio dello Yellowston entro il 2074 ma anche questa è una previsione, basata su diversi aspetti che lasciano intuire una prossima eruzione entro i prossimi decenni.
Chi monitora costantemente l'area sarebbe in grado di prevedere con maggior attendibilità un'eruzione solo poche ore prima dell'evento.
Ciao Andrea:)

Lo so Flavio la mia era più che altro una battuta :D

Scolari
4th March 2010, 14:25
Lo so Flavio la mia era più che altro una battuta :D

A Ok, non l'avevo capito:D
Tanti associano questo o qualsiasi altro evento al 2012 senza alcun fondamento scentifico.:D

andrew
4th March 2010, 15:04
A Ok, non l'avevo capito:D
Tanti associano questo o qualsiasi altro evento al 2012 senza alcun fondamento scentifico.:D

Lo so come tanti associano il riscaldamento attuale all'uomo senza nessun fondamento scientifico...

Ciao amico :)

Scolari
4th March 2010, 19:15
Lo so come tanti associano il riscaldamento attuale all'uomo senza nessun fondamento scientifico...

Ciao amico :)

Sicuramente quella del global warming antropico ha molte più basi scentifiche rispetto a molte altre teorie, indipendentemente dal fatto che sia condivisibile o meno.
Ciao Andrea, buona serata:)