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Visualizza versione completa : Minareti: Gheddafi lancia appello per jihad contro Svizzera


Scolari
25th February 2010, 21:08
Il leader libico Muammar Gheddafi ha lanciato un appello alla jihad (guerra santa) contro la Svizzera per il divieto di costruzione dei minareti approvato in voto popolare a fine novembre.

"È contro la Svizzera miscredente e apostata che distrugge le case d'Allah che la jihad dev'essere proclamata con tutti i mezzi", ha affermato il colonnello in un discorso a Benghazi, nell'ovest della Libia, in occasione della festa del Mawlid che commemora la nascita del profeta Maometto che ricorre domani.

Per Gheddafi "la jihad contro la Svizzera, contro il sionismo, contro l'aggressione estera (...) non è terrorismo". "Ogni musulmano, dovunque nel mondo, che tratta con la Svizzera è un infedele... (ed è) contro l'islam, contro Maometto, contro Dio, contro il Corano", ha aggiunto il leader libico, citato dall'AFP, davanti a migliaia di persone.

Libia: ministri interno UE solidali con Berna, nessuna decisione

I ministri dell'interno dell'Unione europea, riuniti oggi a Bruxelles, esprimono solidarietà alla Svizzera nella disputa bilaterale con la Libia, ma non mancano i toni critici, in particolare da parte dell'Italia, che accusa Berna di aver fatto un uso improprio del trattato di Schengen.

Al vertice ha preso parte in modo informale la consigliera federale Eveline Widmer Schlumpf, che ha spiegato ai suoi colleghi europei come la Svizzera continui a puntare su una soluzione diplomatica della crisi, con la mediazione della presidenza spagnola dell'UE e di altri stati membri.

"Nei nostri confronti non sono state formulate rivendicazioni", ha detto la ministra di giustizia e polizia al termine dei colloqui. Per una volta non si è discusso di modalità di applicazione di Schengen. Molti paesi aderenti al trattato hanno anzi rinnovato la loro solidarietà alla Svizzera. "Siamo membri dello Spazio di Schengen e come ogni altro membro abbiamo il diritto di applicarne le disposizioni", ha notato Eveline Widmer-Schlumpf.

Il ministro spagnolo Alfredo Perez Rubalcaba ha spiegato che la questione relativa all'interpretazione e all'applicazione delle normative di Schengen verrà affrontata ulteriormente. Nelle discussioni odierne, infatti, si è cercato soprattutto di mettere a punto soluzioni. Non sono comunque state decise misure concrete.

Ricapitolando l'esito dell'incontro, Rubalcaba ha citato tre punti essenziali: gli stati Schengen sostengono la Svizzera; Berna e Tripoli devono intensificare le relazioni diplomatiche; la Commissione europea, dal canto suo, farà nuovi sforzi per giungere a un accomodamento.

Allarmato per quello che ha definito un "uso improprio" di Schengen, si è intanto detto il ministro dell'interno italiano Roberto Maroni. Dopo la decisione di Berna di stilare una lista di 186 personalità libiche indesiderate, tra cui lo stesso Muammar Gheddafi, Maroni ha affermato di aver espresso a Bruxelles "la forte perplessità del governo italiano per l'utilizzo di uno strumento di sicurezza internazionale per affrontare questioni bilaterali". "Un Paese non può usare Schengen per risolvere questioni che lo oppongono a un altro Paese".

Maroni ha spiegato che il timore è che l'azione svizzera "possa portare la Libia ad allentare i controlli alle frontiere nell'immigrazione clandestina". In generale, ha aggiunto, "se si utilizza uno strumento di collaborazione internazionale per forzare nelle questioni bilaterali, sarà la fine di Schengen, questo deve essere molto chiaro". "Se viene meno il principio di solidarietà e fiducia, viene meno il principio stesso di Schengen".

Le argomentazioni dell'Italia hanno avuto il sostegno solo di Malta, anch'esso uno stato dell'UE che funge da porta d'entrata dell'immigrazione clandestina che parte dalle coste libiche e tunisine.

Fonte: Bluewin.ch

natoxcorrere
26th February 2010, 00:19
Il leader libico Muammar Gheddafi ha lanciato un appello alla jihad (guerra santa) contro la Svizzera per il divieto di costruzione dei minareti approvato in voto popolare a fine novembre.

"È contro la Svizzera miscredente e apostata che distrugge le case d'Allah che la jihad dev'essere proclamata con tutti i mezzi", ha affermato il colonnello in un discorso a Benghazi, nell'ovest della Libia, in occasione della festa del Mawlid che commemora la nascita del profeta Maometto che ricorre domani.

Per Gheddafi "la jihad contro la Svizzera, contro il sionismo, contro l'aggressione estera (...) non è terrorismo". "Ogni musulmano, dovunque nel mondo, che tratta con la Svizzera è un infedele... (ed è) contro l'islam, contro Maometto, contro Dio, contro il Corano", ha aggiunto il leader libico, citato dall'AFP, davanti a migliaia di persone.

Libia: ministri interno UE solidali con Berna, nessuna decisione

I ministri dell'interno dell'Unione europea, riuniti oggi a Bruxelles, esprimono solidarietà alla Svizzera nella disputa bilaterale con la Libia, ma non mancano i toni critici, in particolare da parte dell'Italia, che accusa Berna di aver fatto un uso improprio del trattato di Schengen.

Al vertice ha preso parte in modo informale la consigliera federale Eveline Widmer Schlumpf, che ha spiegato ai suoi colleghi europei come la Svizzera continui a puntare su una soluzione diplomatica della crisi, con la mediazione della presidenza spagnola dell'UE e di altri stati membri.

"Nei nostri confronti non sono state formulate rivendicazioni", ha detto la ministra di giustizia e polizia al termine dei colloqui. Per una volta non si è discusso di modalità di applicazione di Schengen. Molti paesi aderenti al trattato hanno anzi rinnovato la loro solidarietà alla Svizzera. "Siamo membri dello Spazio di Schengen e come ogni altro membro abbiamo il diritto di applicarne le disposizioni", ha notato Eveline Widmer-Schlumpf.

Il ministro spagnolo Alfredo Perez Rubalcaba ha spiegato che la questione relativa all'interpretazione e all'applicazione delle normative di Schengen verrà affrontata ulteriormente. Nelle discussioni odierne, infatti, si è cercato soprattutto di mettere a punto soluzioni. Non sono comunque state decise misure concrete.

Ricapitolando l'esito dell'incontro, Rubalcaba ha citato tre punti essenziali: gli stati Schengen sostengono la Svizzera; Berna e Tripoli devono intensificare le relazioni diplomatiche; la Commissione europea, dal canto suo, farà nuovi sforzi per giungere a un accomodamento.

Allarmato per quello che ha definito un "uso improprio" di Schengen, si è intanto detto il ministro dell'interno italiano Roberto Maroni. Dopo la decisione di Berna di stilare una lista di 186 personalità libiche indesiderate, tra cui lo stesso Muammar Gheddafi, Maroni ha affermato di aver espresso a Bruxelles "la forte perplessità del governo italiano per l'utilizzo di uno strumento di sicurezza internazionale per affrontare questioni bilaterali". "Un Paese non può usare Schengen per risolvere questioni che lo oppongono a un altro Paese".

Maroni ha spiegato che il timore è che l'azione svizzera "possa portare la Libia ad allentare i controlli alle frontiere nell'immigrazione clandestina". In generale, ha aggiunto, "se si utilizza uno strumento di collaborazione internazionale per forzare nelle questioni bilaterali, sarà la fine di Schengen, questo deve essere molto chiaro". "Se viene meno il principio di solidarietà e fiducia, viene meno il principio stesso di Schengen".

Le argomentazioni dell'Italia hanno avuto il sostegno solo di Malta, anch'esso uno stato dell'UE che funge da porta d'entrata dell'immigrazione clandestina che parte dalle coste libiche e tunisine.

Fonte: Bluewin.ch

E' un Idiota.

nik
26th February 2010, 02:40
E' un Idiota.

non cé altro da aggiungere... che pena :mad:

Scolari
26th February 2010, 19:42
E' un Idiota.

Condivido, crede di essere il padrone del mondo:rolleyes:

Scolari
28th February 2010, 19:02
Un cordone di sicurezza circonda da stamattina l'ambasciata della Svizzera a Tripoli dove è stata annunciata per oggi una manifestazione anti-svizzera.
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A dare la notizia del corteo è stata, la notte scorsa, la direzione per i rapporti con la stampa. Secondo fonti locali però la manifestazione sarebbe stata annullata per oggi e rimandata a data da definirsi.

La tensione intorno all'ambasciata svizzera è alta per la disputa che vede contrapposte da mesi Berna e Tripoli e da giovedì scorso - quando il leader libico, Muammar Gheddafi, ha lanciato la jihad (la guerra santa) contro la Svizzera - si è intensificata la presenza di polizia a guardia dell'edificio.

Agli angoli della palazzina stazionano quattro camionette della polizia, decine di agenti, e due ambulanze.

Fonte: Bluewin.ch

Scolari
1st March 2010, 17:19
Manifestazione a Tripoli contro la Svizzera. Dalle prime ore del mattino un corteo di manifestanti si è andato formando lungo le strade della capitale libica per culminare di fronte alla sede dell'ambasciata svizzera, in pieno centro città.

Il cordone di sicurezza intorno alla palazzina delle sede diplomatica è formato da circa 200 poliziotti in tenuta antisommossa. I manifestanti - circa mille persone (4000 secondo gli organizzatori) - fra i quali molti giovanissimi e studenti, inneggiavano alla 'Jihad', la Guerra santa contro la Svizzera e per 'Fatah', la rivoluzione.

La manifestazione non si può definire comunque spontanea: secondo fonti locali, a organizzarla sono stati gli stessi comitati popolari e rivoluzionari di base, come segno di solidarietà con quanto espresso dal leader libico Muammar Gheddafi giovedì scorso. Fra le mani dei manifestanti bandiere verdi della Libia e immagini del colonnello.

Fonte: Bluewin.ch

Scolari
3rd March 2010, 13:21
"Siamo vicini a una soluzione della crisi con la Svizzera". Lo ha detto il ministro degli Esteri libico, Mousa Kousa, riferendosi alla querelle diplomatica tra Berna e Tripoli che nelle settimane scorse ha provocato una crisi dei visti d'ingresso in Libia che ha investito tutti i Paesi dell'area Schengen.

"Siamo vicini ad una soluzione anche se la Svizzera ha la grande responsabilità di non aver dato fino ad ora attuazione a quanto concordato fra i nostri due Paesi per risolverla", ha spiegato Kousa a margine della riunione del Congresso generale del Popolo, convenuto a Sirte in occasione dei festeggiamenti per il 33/esimo anniversario della nascita della Grande Jamahiriya in Libia.

Nel suo discorso Kousa non ha fatto alcun riferimento a Max Göldi, lo svizzero in carcere in Libia con l'accusa di soggiorno illegale

Fonte: bluewin.ch

Scolari
3rd March 2010, 23:25
La Libia ha deciso oggi di introdurre un embargo commerciale totale nei confronti della Svizzera per mettere Berna sotto pressione. Una decisione che fa seguito alle intimidazioni verbali del ministro degli esteri libico Mousa Kousa. Il Dipartimento federale degli affari esteri si è limitato a reagire con un "no comment".

"La Libia ha deciso di imporre un embargo economico e commerciale totale nei confronti della Svizzera in seguito alla crisi diplomatica tra i due paesi", ha dichiarato all'agenzia di stampa francese AFP il portavoce del governo di Tripoli Mohamed Baayou. In particolare - ha precisato - saranno toccate le importazioni di farmaci, apparecchi medici e prodotti industriali elvetici.

Complessivamente le relazioni commerciali tra i due paesi sono comunque notevolmente diminuite l'anno scorso: le esportazioni svizzere erano pari a 156 milioni di franchi, mentre le importazioni ammontavano a 718 milioni.

Pur prospettando una normalizzazione dei rapporti con Berna, Tripoli non cessa neppure di usare l'arma dell'intimidazione diplomatica. Il comportamento della Svizzera "è stato deprecabile", ha dichiarato sempre oggi il ministro degli esteri libico, Mousa Kousa, riferendosi alla vicenda dei visci Schengen.

Le affermazioni critiche di Tripoli sono state accompagnate anche da apparenti segnali di apertura. "Siamo vicini ad una soluzione con la Svizzera anche se quest'ultima ha la grande responsabilità di non aver dato fino ad ora attuazione a quanto concordato fra i nostri due Paesi per risolverla", ha detto Kousa.

Fonte: bluewin.ch

Scolari
5th March 2010, 10:25
Libia e Svizzera devono parlarsi, per risolvere attraverso il dialogo diretto le loro dispute. Lo chiede il Dipartimento di Stato Usa, non senza precisare che l'ambasciata libica ha chiarito il significato esatto delle parole del presidente Muhammar Gheddafi, e cioè che non si riferiva alla lotta armata quando ha lanciato un appello alla guerra santa (Jihad) contro la Svizzera, ma soltanto ad un boicottaggio economico.

Con grande prudenza, pur senza risparmiarsi frecciate, Washington e Tripoli stanno facendo il possibile per mantenere intatte le (recenti) buone relazioni tra le due capitali. Ad un certo punto si era temuto che fossero tornati ad incresparsi i rapporti, dopo che Tripoli aveva minacciato "conseguenze negative" sugli interessi petroliferi americani nel paese.

Alla Libia, che ieri aveva convocato l'incaricato d'affari Usa per protestare contro le "ironie" di un portavoce del Dipartimento di Stato sul colonnello Gheddafi, gli Stati Uniti non hanno risposto direttamente, ma non si sono scusati, come è tornato a chiedere oggi, in una intervista alla Reuters, l'ambasciatore libico a Washington Ali Aujali.

La polemica con gli Stati Uniti ha origine venerdì scorso, quando Philip Crowley, il portavoce del Dipartimento di Stato, aveva commentato con una fragorosa risata l'appello alla 'Jihad' di Gheddafi contro "l'apostata e miscredente" Svizzera.

Fonte: bluewin.ch

Scolari
5th March 2010, 22:40
Libia nuova protesta contro la Svizzera:
Sono tornati a puntare il dito contro la Svizzera, oggi pomeriggio in piazza Verde a Tripoli, un centinaio di manifestanti membri di associazioni di 'supporter' del Leader libico Muhammar Gheddafi.
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Inneggiando alla Jihad contro la Svizzera, hanno letto dal palco allestito in piazza un comunicato in quattro punti nel quale si chiedono scuse ufficiali dalla Svizzera e sospensione immediata della lista di nomi - stilata da Berna - di personalità libiche alle quali è interdetto l'ingresso nei Paesi Schengen.

Nel documento si afferma inoltre di sostenere l'embargo economico contro la Svizzera e il rifiuto a trattare con Paesi solidali con la Confederazione elvetica.

Libia prevista nuova protesta anti-Berna in venerdì preghiera:
Nel giorno settimanale di preghiera per i musulmani, il venerdì, Tripoli si sta preparando a una ennesima manifestazione contro la Svizzera e la sua "lista nera", che impedisce a 188 personalità libiche, fra cui il colonnello Muammar Gheddafi e alcuni suoi familiari, di ottenere visti Schengen per entrare in Europa.

Ad organizzare la protesta in Piazza Verde, nel cuore della capitale, sono i sostenitori di Gheddafi, riuniti in associazioni di studenti, sportive, rivoluzionarie, di giovani e anziani.

La piazza è stata sgomberata dalle auto e dai tradizionali carri trainati da cavalli che il venerdì la colorano e si è riempita di militari e poliziotti in tenuta antisommossa. Al momento non è noto se alla manifestazione, oltre alla popolazione, parteciperà anche qualche rappresentante governativo.

Fonte: bluewin.ch

Scolari
10th March 2010, 23:49
"Da parte della Svizzera non c'é stato il minimo rispetto delle leggi, dei trattati e delle convenzioni internazionali". Lo ha detto oggi l'ambasciatore libico a Roma Hafed Gaddur, che è tornato a puntare il dito contro la 'lista nera' stilata da Berna con i nomi di 188 personalità libiche cui è stato vietato l'ingresso su territorio elvetico, e di conseguenza in tutta l'area Schengen.

Una mossa cui Tripoli nelle settimane scorse ha risposto con la sospensione della concessione dei visti nei confronti dei cittadini di tutti i Paesi aderenti al Trattato. Oggi Gaddur ha convocato una conferenza stampa nella sede dell'ambasciata libica a Roma per ripercorrere le tappe della vicenda ed imputare alla Svizzera "la mancanza di quella collaborazione necessaria per arrivare finalmente a voltare pagina".

"Non è mai successo che un capo di Stato, rispettato nel mondo, venisse schedato", ha affermato Gaddur sventolando davanti alle telecamere la 'black-list' svizzera che al primo posto riporta proprio il nome del colonnello Gheddafi. Seguito da quelli della sua famiglia, di tutto il governo, e anche di un nipote di 8 anni del leader. "Anche lui hanno ritenuto pericoloso", ha ironizzato il diplomatico.

Gaddur vede una certa "malignità" da parte di Berna nell' "uso politico" del Trattato di Schengen. Una sorta di provocazione verso gli altri Paesi europei, trascinati in una disputa bilaterale.

Ad ogni modo - oltre naturalmente alla cancellazione della 'lista nera' - Tripoli chiede l'istituzione di una commissione d'inchiesta sul trattamento riservato in Svizzera ad Hannibal Gheddafi, "arrestato in un modo esageratamente spettacolare e illegale", con più di 20 agenti di polizia che hanno fatto irruzione armi in pugno nella sua stanza d'albergo a Ginevra, dove si trovava anche la moglie, "malata ed in compagnia del suo bambino di tre anni".

E poi la Libia vuole un arbitrato internazionale - le cui conclusioni saranno "accettate e rispettate" - anche sul passaggio ai media delle foto segnaletiche scattate negli uffici di polizia che ritraevano Gheddafi in stato di fermo.

"Ieri gli Stati Uniti ci hanno chiesto scusa per le ironie sul leader della Rivoluzione fatte dal portavoce del Dipartimento di Stato, figuriamoci se anche la Svizzera non può fare qualche concessione", ha osservato Gaddur.

Infine un riferimento a quei paesi europei, come l'Italia, la Germania, la Spagna e Malta, che fin dall'inizio si sono spesi per superare il contenzioso. "Un ringraziamento particolare" che l'ambasciatore libico ha voluto indirizzare al ministro degli Esteri italiano Franco Frattini e ai mediatori tedeschi, che stanno continuando a lavorare.

Fonte: bluewin.ch