Scolari
24th February 2010, 20:45
Un gruppo di ricercatori tedeschi ha scoperto un nuovo genere di vulcani sottomarini (nella foto), i quali, anziché emettere lave incandescenti, eruttano una particolarissima sostanza: l' asfalto. Il singolare ritrovamento è avvenuto in prossimità del Golfo del Messico ed è stato fatto mentre si perforava il fondo oceanico per determinare le dimensioni di un deposito di metano. I vulcani scoperti dal gruppo tedesco possiedono un' altezza compresa tra i 450 e gli 800 metri e hanno la caratteristica di avere fianchi molto dolci. Per questo motivo erano difficili da rilevare dalla superficie, essendo quasi mimetizzati sul fondo marino. Le lave-asfaltiche emesse dalle loro bocche si espandono e ricoprono una superficie di circa un chilometro quadrato. Ciò che ha sorpreso ancor più i ricercatori è il fatto che in loro prossimità è stata scoperta una grande varietà di batteri e piccoli animali che hanno colonizzato l' intera area, dando vita ad un ecosistema totalmente diverso dalle zone circostanti. Ma come è possibile che vulcani eruttino asfalto? Questa sostanza, spiegano gli scienziati, non è del tutto sconosciuta in fondo al mare: si può formare grazie alla trasformazione di un deposito di greggio da parte di particolari batteri. Ma fino ad oggi, sotto i mari, erano stati trovati solo piccoli giacimenti di asfalto così prodotti, mai si era scoperto e neppure ipotizzato l' esistenza di vulcani che arrivassero ad emettere tale sostanza. Da sempre inoltre, si era ipotizzato che la vita in queste situazioni era praticamente impossibile. «La scoperta invece rivoluziona queste idee e l' ecosistema portato alla luce ci dice che non ci sono limiti di adattamento alle più semplici forme di vita», ha spiegato Gerhard Bohrmann, del Research Centre for Oceanic Borders di Brema. Stando ai ricercatori, simili vulcani dovrebbero essere un' eccezione nei mari di tutto il mondo, se non un caso unico perché affinché essi si formino sono necessarie due situazioni contingenti: una elevata pressione che richiede la presenza di una colonna d' acqua con uno spessore superiore ai 3.000 metri e l' esistenza di depositi di greggio con organismi in grado di trasformarlo in asfalto in prossimità del fondo marino.
Luigi Bignami
Fonte: corriere.it
Luigi Bignami
Fonte: corriere.it