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Visualizza versione completa : La Libia si permette di cacciare gli Europei!!


natoxcorrere
15th February 2010, 23:14
La Libia chiude le frontiere ai cittadini Schengen e la bagarre diplomatica tra Tripoli e Berna, dopo venti mesi di ripicche e ritorsioni, finisce per investire tutta Europa. Le autorità di Tripoli hanno fatto sapere che non saranno più rilasciati visti a cittadini provenienti dai Paesi dell'area Schengen e che non saranno ammessi sul territorio libico anche coloro che nel frattempo arrivano con un visto Schengen. Il provvedimento arriva all'indomani della notizia di una «black list» stilata dalla Svizzera con i nomi di 188 personalità libiche, tra cui lo stesso Muammar Gheddafi, dichiarate «non gradite» nel Paese elvetico. Dura la reazione di Bruxelles alla decisione della Libia. La Commissione Ue, ha reso noto il commissario Ue agli Affari interni Cecilia Malmstrom, «deplora la decisione unilaterale e sproporzionata delle autorità libiche di sospendere la concessione di visti a cittadini di paesi dell'area Schengen». La Commissione, afferma ancora Malmstrom, si rammarica che «a viaggiatori che avevano legalmente ottenuto dei visti prima della misura di sospensione della loro concessione sia stato negato l'ingresso al loro arrivo in Libia». In un "avviso particolare" pubblicato sul sito www.viaggiaresicuri.it curato dall'Unità di crisi del ministero degli Esteri, la Farnesina, riferendosi alla decisione di Tripoli, parla di «improvvise e non annunciate misure restrittive» e «sconsiglia» ai cittadini italiani tutti i viaggi verso la Libia.


SI MUOVE L'ITALIA - L'Italia ha fatto sapere anche che chiederà che la decisione libica di sospendere la concessione di nuovi visti di ingresso ai cittadini dei Paesi Schengen, nonchè la validità dei visti di ingresso già rilasciati sia oggetto di discussione alla prossima riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue in agenda il 22 febbraio prossimo. Su questa vicenda Roma si sta raccordando con tutti i paesi dell'Unione Europea e Schengen. Il nostro Paese sta inoltre verificando «la correttezza» della decisione svizzera che ha suscitato la reazione libica di chiudere le frontiere ai cittadini provenienti dai Paesi dell'area Schengen. A tal riguardo, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha usato parole molto dure. Per il titolare della Franesina di fatto la decisione della Svizzera di bandire in una «black list» 188 personalità libiche tra cui lo stesso Muammar Gheddafi «prende in ostaggio tutti i Paesi dell'area Schengen». La Svizzera, ha spiegato Frattini va aiutata a «risolvere una questione bilaterale», ma «non a spese» di tutti.

ITALIANI BLOCCATI E RIMPATRIATI - Rimpatri di passeggeri atterrati all'aeroporto internazionale di Tripoli si registrano da domenica sera. Al momento sono sei gli italiani respinti, come ha riferito il Console Generale d'Italia in Libia, Francesca Tardioli, precisando che è sceso a sette il numero dei connazionali ancora bloccati in aeroporto. Il console ha spiegato infatti che dei 22 italiani arrivati a Tripoli con voli dell'Air Malta e dell'Air Afriquiya bloccati nel corso della giornata di lunedì all'aeroporto di Tripoli, tre sono stati appena rimandati indietro, facendo quindi salire a sei - dopo i tre connazionali rimpatriati in mattinata - il numero dei «respinti».

TENSIONE - La decisione di Tripoli infatti è solo l'ultimo atto di una bagarre diplomatica tra la Libia e la Svizzera, iniziata nel luglio del 2008, quando il figlio di Gheddafi, Hannibal, e sua moglie, furono fermati dalle autorità svizzere per una denuncia di maltrattamenti da parte di due domestici. La circolare del primo ministro libico, Al Bagdadi Ali Al Mahmoudi, con cui Tripoli ha sospeso la concessione di visti turistici a tutti i cittadini che provengono da Paesi dell'area Schengen non reca alcuna motivazione ufficiale, ma fonti diplomatiche e alcuni esponenti del settore turistico non faticano a trovare una connessione con l'ormai annosa crisi fra Berna e Tripoli. Il documento sui visti sembra infatti essere la diretta conseguenza della pubblicazione, da parte della Svizzera, di una «lista nera» di 188 personalità libiche - fra cui proprio il colonnello Gheddafi e molti membri della sua famiglia - cui è stato precluso l'ingresso nel Paese elvetico. Secondo il quotidiano online Oea, vicino alla Fondazione Gheddafi, di cui è presidente Seif Gheddafi, figlio del colonnello, che cita un «responsabile libico di alto livello», la lista comprende anche responsabili del Congresso generale del Popolo (Parlamento), del governo e «responsabili economici e dirigenti militari e dei servizi di sicurezza». «Questa decisione - avverte però la fonte - recherà danno in primo luogo agli interessi della Svizzera», e «se non sarà annullata Tripoli risponderà con misure di dissuasione fondate sul principio di reciprocità», ha aggiunto ancora. Detto, fatto. La «minaccia» infatti - unita ad una annosa questione che vede i cittadini libici lamentarsi per la difficoltà ad ottenere un visto Schengen, visto che per essere rilasciato richiede l'unanimità da parte di tutti i Paesi facenti parte dell'accordo - ha avuto un immediato seguito con la circolare di Al Mahmoudi. Dallo scorso 12 dicembre 2008, anche la Svizzera ha il potere di bloccare la concessione dei visti, essendo entrata nell'area di Schengen. Berna ha dunque cancellato i controlli sistematici delle persone alle frontiere con Austria, Francia, Germania e Italia, acquistando però il diritto di veto sul rilascio di visti a cittadini esterni all'area. Lo stop agli ingressi deciso dalla Libia fa presagire un seguito non ancora ben definito anche per quanto riguarda i due uomini d'affari elvetici trattenuti in Libia dal luglio 2008 con l'accusa di aver violato le leggi libiche sull'immigrazione e sul commercio. Tripoli, d'altro canto, non è nuova ad accusare l'Ue di dare «solidarietà sistematica e programmatica» a Berna, limitando i visti Schengen ai cittadini libici, come si legge ancora sul quotidiano Oea.

CORRIERE

Scolari
15th February 2010, 23:56
Non ho parole...
La crisi diplomatica tra Libia e Svizzera è nata a seguito del breve arresto a Ginevra di Hannibal Geddafi e sua moglie accusati di gravi maltrattamenti a 2 domestici, tuttavia Hannibal (figlio del presidente Libico) ha avuto problemi anche con la giustizia Francese pochi anni prima per altri fatti di grave entità e anche in questo caso fu arrestato per un breve tempo dai Francesi.
Dopo l'evento Hannibal dichiarò di voler cancellare la Svizzera con la bomba atomica (se ne avesse il potere) e sucessivamente furono trattenuti 2 Elvetici senza processo per oltre 1 anno.
Il presidente Libico propose pure a più riprese di cancellare la svizzera dalla carta geografica smembrando la Svizzera agli stati confinanti, (Svizzera Italiana all'Italia, Svizzera tedesca alla Germania e Svizzera Romanda alla Francia), tutto questo dopo che Rudolf Metzer andò in Libia a scusarsi con il colonnello alla luce degli eventi accaduti (l'arresto del figlio e della moglie).
Una guerra diplomatica che sembra non finire mai, praticamente tutti i rapporti diplomatici e commericali tra svizzera e Libia sono sospesi da parecchio tempo ed ora sembra estendersi agli altri paesi.
Sicuramente se la Svizzera ha adottato l'ultima misura ci sarà un buon motivo e funzionari svizzeri dicono che altri Paesi Schengen hanno appoggiato la linea svizzera sui visti per i libici prendendo anche in considerazione le minacce chiaramente espresse contro lo stato Elvetico.

Daniele Sanna
16th February 2010, 08:56
situazione davvero incredibile... questi accidenti di libici meritano veramente quello che hanno minacciato alla svizzera... guarda Flavio l'ignoranza di questa gente è ( e sia chiaro mi riferisco agli attuali regnanti libici, non al popolo) davvero esagerata.... che schifo.

Scolari
16th February 2010, 09:51
situazione davvero incredibile... questi accidenti di libici meritano veramente quello che hanno minacciato alla svizzera... guarda Flavio l'ignoranza di questa gente è ( e sia chiaro mi riferisco agli attuali regnanti libici, non al popolo) davvero esagerata.... che schifo.

Hai detto bene, quelle della Libia sono state reazioni spropositate, forse il Libia non è così, ma qui in Svizzera esiste il diritto delle persone e anche se uno si chiama Geddafi non può venire qui a malmenare e molestare chi li pare e piace, infatti l'ultima reazione della Svizzera alla Libia trova molti più consensi tra l'oppinione pubblica (popolazione) rispetto a quando Metzler andò a scusarsi da Geddafi che fù un gesto non gradito dagli Svizzeri stessi.
Hai fatto bene a puntualizzare che si parla esclusivamente di esponenti politici della Libia, non al popolo e personalmente credo sia giusto ora vietare l'accesso in Svizzera di queste persone che da 2 anni non fanno che minacciare lo stato.
Se ora la Libia ha reagito così è per tentare di mettere altri paesi Europei e paesi confinanti contro la Svizzera, fortunatamente salvo casi isolati il buon senso prevale.
Non sono d'accordo sulla reazione di Frattini, non è il governo di Berna ad aver preso in ostaggio l'area di Schengen ma bensì la Libia.
Il fatto che la Svizzera sia un paese neutrale non significa che debba essere "schiavo" di nessuno, ha solo fatto valere un proprio diritto nei contronti della Libia, ma forse questo non è noto al ministro degli esteri Italiano.:rolleyes:

nik
16th February 2010, 10:34
che pena la libia... ma che passa per la testa a certa gente?! :mad:

natoxcorrere
16th February 2010, 10:48
E' gente che merita il carcere a vita!!!!

Scolari
16th February 2010, 14:37
E' gente che merita il carcere a vita!!!!

La vedo allo stesso modo ed è la stessa gente che a definito la Svizzera come un paese di terroristi agli altri stati Europei....

Scolari
16th February 2010, 14:54
che pena la libia... ma che passa per la testa a certa gente?! :mad:


Oramai con i soldi e il potere ci si può sentire superiori a tutto credendo di poter andare in giro a fare tutto quello che si vuole, Hannibal Geddafi l'ha chiaramente dimostrato con i gravi fatti di Ginevra e i gravi fatti avvenuti in Francia precedentemente.
La politica non credo sia tanto pulita come talvolta si vuole far credere, sopratutto in questo caso, si nega pure l'evidenza e si metterebbe sul secondo piano i diritti umani pur di non perdere un buon partner commerciale, poi alla fine ogniuno agisce secondo i propri interessi.
Alcuni stati che fino a qualche mese fa davano appoggio alle reazioni della Libia contro la Svizzera o mostravano puro disinteresse alla questione, oggi si trovano confrontate con la stessa situazione, peccato che a pagare le amare conseguenze è sempre la popolazione non i diretti interessati, come aimè succede anche con le guerre.

Scolari
21st February 2010, 18:32
Le delegazioni di Berna e Tripoli hanno proseguito per tutto il fine settimana le discussioni sotto l'egida dell'Unione europea e in particolare della Germania, allo scopo di trovare una soluzione alla grave crisi bilaterale.

L'appuntamento "ad alto livello" nella capitale tedesca è rimasto circondato dal massimo riserbo, per non compromettere, a causa della forte pressione mediatica, le possibilità di giungere a un accordo. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) si è limitato a confermare che colloqui con la Libia si sono svolti nel fine settimana a Berlino con la mediazione tedesca e che la Svizzera era rappresentata da Michael Ambühl, numero due della diplomazia elvetica.

Le autorità di Berlino hanno intanto chiesto alla Libia di revocare le restrizioni nella concessione dei visti ai cittadini dei paesi membri del trattato di Schengen. La misura, decisa da Tripoli dopo che la Svizzera aveva stilato una lista nera di personalità libiche indesiderate, è "deplorevole", ha detto un portavoce del ministero degli esteri.

La black list elvetica - che comprende 186 cittadini libici, tra cui il leader Muammar Gheddafi e la sua famiglia - è stata criticata con particolare vigore dal ministro degli esteri italiano Franco Frattini, che alcuni giorni fa ha accusato Berna di prendere in ostaggio l'intera Europa.

Tripoli intanto continua ad applicare la sua politica restrittiva nei confronti dei cittadini Schengen. Secondo fonti aeroportuali locali, di 18 italiani arrivati in Libia con diverse compagnie, compresa Alitalia, ne sono stati rimpatriati sei. Anche altri cittadini europei sono stati respinti nel corso della settimana dalle autorità libiche.

La crisi tra Tripoli e Berna sarà evocata anche da Doris Leuthard, durante la sua visita a Madrid, in programma lunedì. La presidente della Confederazione incontrerà tra l'altro il re spagnolo Juan Carlos, il primo ministro José Luis Rodriguez Zapatero, che attualmente presiede il Consiglio dell'Unione europea, e la ministra dell'economia Elena Salgado.

Al centro dei colloqui vi saranno pure le relazioni bilaterali, la politica europea della Svizzera, le priorità della presidenza spagnola dell'UE, il G-20, questioni di natura finanziaria e le priorità di politica economica dei due paesi.

Fonte: swissinfo.ch e agenzie